Parte da Torino l’alta formazione dei risk manager sanitari

Parte da Torino l’alta formazione dei risk manager sanitari

Parte da Torino l’alta formazione dei risk manager sanitari
A promuoverla il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino, Federsanità e la mutua francese Sham. Nella realizzazione di questo percorso formativo, ognuno degli attori coinvolti fornisce la propria esperienza. Si assicura così un percorso aggiornato e coerente che prepara sia alle reali necessità di chi si occupa della gestione dei rischi in sanità, sia a alle nuove sfide e opportunità. Qui le pre-iscrizioni aperte fino al 30 ottobre.

Parte da Torino il primo master universitario di II livello “Sicurezza delle cure, governo clinico e gestione del contenzioso” per realizzare la promessa della legge Gelli – la garanzia della sicurezza nelle cure – attraverso la formazione scientifica dei professionisti della prevenzione. A promuoverlo il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino, Federsanità e la mutua francese Sham.

“In particolare – ha spiegato Enrico Sorano, docente del Dipartimento di Management – nei prossimi anni la gestione dei big data dovrebbe porsi come presupposto imprescindibile nell’ottica del miglioramento delle performance e dell’assistenza nel sistema sanitario, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la riqualificazione dell’attività di prevenzione ai fini della migliore tutela della salute e della sicurezza dei pazienti”.

Tiziana Frittelli, Presidente di Federsanità, ha detto come la gestione dell'emergenza abbia messo il Servizio Sanitario Nazionale davanti ai suoi limiti: “Durante la pandemia, il Ssn ha affrontato uno dei periodi più complessi dalla sua costituzione perché ha dovuto far fronte ad un nemico sconosciuto. La mutevolezza e la continua evoluzione delle posizioni scientifiche e delle misure organizzative ne sono la dimostrazione. In questa situazione, mi chiedo, l’avviamento di processi di infection control, prima della pandemia, sarebbe stato sufficiente ad evitare quanto accaduto? E sarebbe stato possibile gestire in alcune situazioni diagnosi più veloci con una migliore integrazione tra professionisti presenti sul territorio e professionisti ospedalieri?
 
Per Federsanità in questo senso è fondamentale supportare un percorso formativo finalizzato ad analizzare, valutare e fornire gli strumenti che aiutino a monitorare i livelli di prevenzione e sicurezza nelle strutture sanitarie del nostro paese. Per questo vogliamo promuovere questa iniziativa anche presso i nostri associati. Ora più che mai è il tempo delle alleanze: tra operatori e cittadini, tra direzioni strategiche e professionisti, tra famiglie di professionisti e comunità locali. La formazione è la risposta alla frammentarietà delle posizioni che rischia di trasformarsi in ennesima storia di conflitti, alla quale è urgentissimo porre rimedio”.

Il Master è frutto della storica collaborazione tra il Dipartimento di Management dell’Università di Torino e la Mutua francese Sham e vede il supporto di Federsanità; il percorso formativo si inserisce in questo specifico contesto per fornire l’opportunità di formare personale specializzato e competente.

“La pandemia comporterà un ripensamento dei servizi sanitari, con particolare attenzione all’erogazione di servizi sul territorio e da remoto. Durante la crisi Covid il numero di attacchi informatici ai danni delle strutture sanitarie è aumentato del 25% – ha spiegato il Direttore Esecutivo di Sham in Italia, Roberto Ravinale – rendendo dunque evidente quanto sia necessario ripensare l’approccio alla gestione del rischio tenendo in considerazione tutte le nuove sfide. Sham si evolve da anni con partenariati tecnologici e nuove competenze multidisciplinari per fornire servizi d’avanguardia e affiancare il percorso di Risk Management dei propri soci/assicurati. La nuova sfida dell’assicuratore è gestire il rischio; il sinistro deve essere relegato ad evento marginale . E ciò è possibile solo grazie all’uso integrato di competenze di risk management e tecnologia”.

In questo panorama è fondamentale rafforzare il percorso formativo del Risk Manager, “in modo che la cultura e la prassi della gestione del rischio acquisiscano la centralità che la Legge 24 ha riservato loro. La Legge Gelli – ha spiegato Roberto Ravinale – ha postulato la garanzia della sicurezza delle cure: un traguardo ambizioso per raggiungere il quale la formazione dei Risk Manager deve divenire un percorso fondato scientificamente, sempre aperto all'aggiornamento e riconosciuto a livello istituzionale”.

Nella realizzazione di questo percorso formativo, ognuno degli attori coinvolti fornisce la propria esperienza. Si assicura così un percorso aggiornato e coerente che prepara sia alle reali necessità di chi si occupa della gestione dei rischi in sanità, sia a alle nuove sfide e opportunità: come detto, dalla sicurezza cyber all’integrazione tra gestione del rischio e gestione dei sinistri.

“Il Master – ha concluso Ravinale – è un’occasione senza precedenti per ottenere un’alta specializzazione in quest’ambito strategico per lo sviluppo della Sanità. I partecipanti potranno così attingere alle conoscenze accumulate dal Dipartimento universitario più attivo in Italia nella ricerca sul risk management e agli oltre 90 anni di esperienza nella gestione del rischio di Sham.”

“Sarà – ha concluso Tiziana Frittelli – una grande opportunità per i professionisti e gli operatori della sanità che decideranno acquisire competenze destinate a diventare sempre più strategiche nell'assetto organizzativo delle aziende sanitarie per la gestione del governo clinico”.
La durata del master sarà di 12 mesi e porterà al conseguimento di 60 crediti (CFU). Le lezioni inizieranno il 1° dicembre 2020 e si concluderanno il 30 novembre 2021.

Qui le pre-iscrizioni, propedeutiche all’immatricolazione, aperte fino al 30 ottobre.

12 Ottobre 2020

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