Aborto clandestino. Aied: “Nuove sanzioni punitive per le donne. Mentre il problema sta nei livelli elevati di obiezione di coscienza”

Aborto clandestino. Aied: “Nuove sanzioni punitive per le donne. Mentre il problema sta nei livelli elevati di obiezione di coscienza”

Aborto clandestino. Aied: “Nuove sanzioni punitive per le donne. Mentre il problema sta nei livelli elevati di obiezione di coscienza”
L’Associazione per l’educazione demografica critica le misure contenute nel dlgs depenalizzazioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale. “Una sanzione così pesante ha tutte le caratteristiche dell’azione punitiva verso le donne che non possono sottostare al disservizio di molte regioni italiane”

“E’ un provvedimento che potrebbe avere una funzione deterrente verso il ricorso all’aborto clandestino se in Italia la legge 194 fosse attuata pienamente.” Commenta Mario Puiatti, Presidente Nazionale dell’AIED commentando il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri in materia di depenalizzazioni e  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 2016.

Tra i reati puniti con la sola ammenda rientra quello previsto dal 2° comma dell’art. 19 della legge 194. Se prima, alla donna che si sottoponeva ad aborto al di là delle condizioni previste dalla norma veniva ingiunta, dopo un procedimento giudiziario, una multa fino a 51 euro (100.000 lire), oggi dovrebbe invece pagare una cifra che va dai 5.000 ai 10.000 euro.

“Come ben sappiamo invece, l’alto tasso di obiezione di coscienza di medici o intere strutture sanitarie costringe le donne a lunghe liste d’attesa o viaggi in altre regioni per poter accedere al servizio. Una sanzione così pesante ha tutte le caratteristiche dell’azione punitiva verso le donne che non possono sottostare al disservizio di molte regioni italiane e ricorrono alla clandestinità, spesso mettendo a rischio la propria salute. Il Ministro Lorenzin dovrebbe invece attivarsi affinché l’aborto farmacologico con la RU486 diventi un metodo più diffuso su tutto il territorio, a garanzia della salute delle donne e del rispetto dei loro diritti.”

27 Gennaio 2016

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