Amianto. In Italia 4.400 decessi dovuti all’esposizione

Amianto. In Italia 4.400 decessi dovuti all’esposizione

Amianto. In Italia 4.400 decessi dovuti all’esposizione
È quanto emerso nell’evento in occasione del trentennale della legge che ne ha bandito l’utilizzo. Speranza: “Prendersi cura dell'ambiente in cui si lavora e si vive vuol dire prendersi cura della salute di ciascuno. Continuiamo su questa strada”.

"Sono passati 30 anni dalla legge che mise al bando l'amianto in Italia. Siamo stati tra i primi a farlo e tanto lavoro resta ancora da fare. Nel mondo il 75% dei Paesi è ancora privo di regole. Prendersi cura dell'ambiente in cui si lavora e si vive vuol dire prendersi cura della salute di ciascuno. Continuiamo su questa strada."  


 


Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento introduttivo all'evento "Amianto e Salute: priorità e prospettive nel trentennale del bando in Italia" che si è svolto oggi al Ministero della Salute in occasione del trentennale della Legge 257/92 che mise al bando l’uso dell’amianto in Italia. 


 


A seguire sono intervenuti il Direttore generale della Comunicazione e dei rapporti europei e internazionali del Ministero della salute, Sergio Iavicoli, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, SilvioBrusaferro, e gli esperti che hanno illustrato i dati epidemiologici più recenti e fatto il punto su sorveglianza sanitaria, percorsi di dismissione dell’amianto, priorità da affrontare, ricerca epidemiologica sulle malattie amianto correlate, normativa.  
I lavori si sono conclusi con l'intervento del Sottosegretario alla Salute Andrea Costa.
 
Amianto: fatti e numeri
 
La mortalità in Italia
Tutte le tipologie di amianto sono cancerogene per l’uomo e causano il mesotelioma, il tumore del polmone, della laringe e dell’ovaio. Oltre a queste patologie neoplastiche, l’esposizione ad amianto causa asbestosi.
 
Uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha evidenziato che il carico sanitario in Italia stimato ammonta a circa 4.400 decessi/anno dovuti all’esposizione ad amianto nel periodo 2010-2016: 3.860 uomini e 550 donne. Di questi, 1.515 sono persone decedute per mesotelioma maligno (più dell’80% dei mesoteliomi è causata dall’amianto), 58 per asbestosi (malattia polmonare causata da inalazione di fibre di amianto), 2.830 per tumore polmonare e 16 per tumore ovarico.
 
L’ISS ha anche analizzato i dati sulla mortalità precoce (prima dei 50 anni) per mesotelioma: nel periodo 2003-2016 in Italia sono stati registrati circa 500 decessi. Si tratta verosimilmente di persone che da bambini hanno vissuto in aree italiane contaminate da amianto e/o che sono stati esposti indirettamente a fibre di amianto in ambito domestico a causa delle attività professionali dei genitori o connessa ad attività ricreative. Questi casi rappresentano il 2,5% del totale dei decessi per mesotelioma nello stesso periodo.
 
I principali interventi in Italia dopo la Legge 257/92 che vietò l’uso e la produzione di amianto nel nostro Paese:
L’Italia è stata tra i primi Paesi in Europa a vietare l’utilizzo e la produzione dell’amianto nel 1992. Tra i principali interventi effettuati nel nostro Paese si ricordano:
– realizzata una mappa nazionale dei siti contaminati da amianto e sono state realizzate opere di bonifica sul territorio nazionale
– attivato un piano di sorveglianza epidemiologica nazionale della mortalità per mesotelioma negli 8.000 comuni italiani
– attivato dal 2002 il Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM) che rappresenta uno dei più avanzati sistemi di sorveglianza epidemiologica attiva in questo settore, con oltre 30mila casi censiti 
– operativo dal 2008 il Programma nazionale di qualificazione per i laboratori che eseguono le analisi per la determinazione dell’amianto su tutto il territorio nazionale.


 


25 Marzo 2022

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