40 anni della 194. Il nostro speciale

40 anni della 194. Il nostro speciale

40 anni della 194. Il nostro speciale
La legge 194 compie proprio oggi 40 anni. Quotidiano Sanità ha predisposto uno speciale dove abbiamo raccolto i diversi articoli e commenti su questa ricorrenza a partire dal gennaio di quest’anno che potete trovare a questo link

La legge 194 è la seconda grande legge sanitaria varata in quell’anno formidabile e drammatico che fu il 1978.
 
Dopo la legge Basaglia che chiuse i manicomi a avviò una vera e propria rivoluzione nell’approccio alla salute mentale, con la 194 il Parlamento dava il via libera alle “Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza” che legalizzavano l’aborto e rinnovavano l’impegno per una maternità responsabile.
 
Un bilancio e un’analisi di questi primi 40 anni della legge 194 sono stati effettuati dall’Istat nell’ambito dell’ultima Relazione al Parlamento del ministro della Salute (gennaio 2018) giungendo a questa significativa conclusione: “I livelli di abortività volontaria sono tra i più bassi a livello internazionale e l’aborto non sembra affatto essere stato utilizzato come mezzo per limitare le nascite durante gli importanti cambiamenti generazionali”.
 
E in effetti, dopo il picco dei primi anni di applicazione, con oltre 234mila aborti nel 1982, si assiste ogni anno a una progressiva diminuzione del ricorso alle Ivg scese ormai sotto le 85mila nel 2016 (ultimo anni di rilevazione).
 
Ma la legge 194 non è fatta di numeri, anche se alcuni, come quello degli obiettori, desta sempre preoccupazione visto che lo sono circa il 70% dei ginecologi, quasi la metà degli anestesisti e il 44% del personale non medico.
 
La legge 194 è stata infatti da subito percepita giustamente come una legge sui diritti delle donne e in particolare sul diritto a disporre del proprio corpo e quindi anche della propria maternità.
 
E’ su questo che il Paese si è spaccato più volte, come testimoniano i due referendum, uno che si sarebbe dovuto svolgere il 15 aprile 1976 per abrogare il reato di aborto ma che non si svolse a causa delle elezioni anticipate e fu poi superato dal varo della legge 194, e l’altro, effettuato il 17 maggio 1981, con l’obiettivo, fallito, di abrogare la neonata 194.
 
Da allora, a riprese costanti e in genere in occasione della presentazione dell’annuale relazione parlamentare o in riferimento a nuove evidenze scientifiche e terapeutiche (come nel caso della RU 486 per l’aborto farmacologico o delle più recenti pillole del giorno dopo per prevenire una gravidanza indesiderata dopo un rapporto non protetto), si ripresentano polemiche di vario tono e colore che hanno sempre al centro il cuore della legge: l’autodeterminazione della donna.
 
Fino ad oggi il muro elevato dalla 194 per difendere tale diritto ha resistito sempre ed è un bene.
 
C.F.

C.F.

22 Maggio 2018

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