App Immuni. Ad oggi l’hanno scaricata 4,3 milioni di italiani. Pisano: “Meno del previsto ma comunque utile a ridurre contagi e decessi”

App Immuni. Ad oggi l’hanno scaricata 4,3 milioni di italiani. Pisano: “Meno del previsto ma comunque utile a ridurre contagi e decessi”

App Immuni. Ad oggi l’hanno scaricata 4,3 milioni di italiani. Pisano: “Meno del previsto ma comunque utile a ridurre contagi e decessi”
Un numero che rappresenta circa il 12 per cento della popolazione italiana tra i 14 e i 75 anni in possesso di smartphone necessari per l'utilizzo dell'applicazione. Lo ha detto oggi al Senato la ministra per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione citando il Massachusetts Institute of Technology: “Anche con un numero inferiore di utenti dell'applicazione rispetto al 60% ottimale stimiamo comunque una riduzione dei casi di coronavirus e di decessi”.

Che l’app Immuni non stia “sfondando” è noto ma oggi per la prima volta il Governo scende in campo ufficialmente con dati alla mano per dire come stanno veramente le cose.
 
L’occasione è stata il question time al Senato nel quale la ministra per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano ha risposto a un’interrogazione della dem Paola Boldrini che chiedeva conto dei numeri reali della diffusione della app per il tracciamento, operativa sul territorio nazionale dal 15 giugno.
 
Ecco la risposta integrale della ministra Pisano:
 
“Signor Presidente, senatrice Boldrini, onorevoli senatrici e senatori, come è noto, dopo l'autorizzazione del Garante per la protezione dei dati personali, dal 15 giugno l'app Immuni è funzionante in tutta Italia. L'applicazione del Ministero della salute, al cui sviluppo ho contribuito fornendo supporto tecnologico nell'ambito delle mie competenze, costituisce uno degli strumenti di contrasto alla diffusione del coronavirus, nell'ambito della strategia sanitaria dello stesso Ministero. Stando all'ultimo dato a me disponibile, l'app è stata installata da oltre 4.300.000 utenti; secondo una ricerca dell'università di Pavia, questo dato rappresenta circa il 12 per cento della popolazione italiana tra i 14 e i 75 anni in possesso di smartphone necessari per l'utilizzo dell'applicazione.
 
Per quanto riguarda il contributo dell'applicazione nella lotta al coronavirus, secondo il Ministero della Salute i soggetti positivi in possesso dell'applicazione che hanno acconsentito all'invio del messaggio di notifica sono 46. Dal 13 luglio a oggi i soggetti allertati grazie all'applicazione risultano essere stati 23. Grazie ad "Immuni", quindi, 23 persone hanno avuto la possibilità di conoscere il rischio da contagio a cui sono state esposte. Questo dimostra l'utilità dell'applicazione.
 
Il problema non è individuare la soglia "x" o "y" di download per valutare l'efficacia o meno dell'applicazione. Quando sento ripetere che l'università di Oxford ha segnato al 60 per cento la soglia minima di utilità degli strumenti di notifica di esposizione al Covid-19, mi domando perché non si legga mai il periodo successivo dello studio in questione. Permettetemi di citare, come lo riferisce la Massachusetts Institute of Technology review: «Molti resoconti e analisi dei media hanno ripreso una frase dal rapporto, che recita: "I nostri modelli mostrano che possiamo fermare l'epidemia se circa il 60 per cento della popolazione utilizza l'app".
 
Ma hanno regolarmente omesso la seconda metà della frase: "Anche con un numero inferiore di utenti dell'applicazione stimiamo comunque una riduzione dei casi di coronavirus e di decessi"».
 
Non ho mai detto che l'applicazione sia l'unica soluzione al contenimento del virus. In Italia l'applicazione rientra in una strategia complessiva che si basa anche su altre misure di contenimento. Naturalmente più si amplierà la diffusione dell'applicazione, più sarà conosciuta e più questa sarà in grado di contribuire ad agevolare le azioni di contrasto al coronavirus.
 
 Il commissario Arcuri ha dato avvio a una campagna di comunicazione volta a sensibilizzare i cittadini di tutte le età circa l'utilizzo dell'applicazione, soprattutto per coloro che vivono e operano in piccoli centri urbani, all'interno delle imprese, delle associazioni, delle università e anche delle scuole.
 
L'utilizzo dell'applicazione nelle scuole è stato suggerito dal comitato tecnico-scientifico e anche l'Ispettorato generale della sanità militare ha sensibilizzato tutto il personale delle Forze Armate all'utilizzo dell'applicazione.
 
Concludo; vogliamo che l'Italia riparta a tutti gli effetti, dai posti di lavoro, alla scuola, al turismo, vitale per il nostro Paese, e che lo faccia in sicurezza. Più siamo e più saremo a scaricare immuni e più saremo in grado di spegnere nuovi potenziali focolai con vantaggi per tutti noi”. 

23 Luglio 2020

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