Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Martedì 31 GENNAIO 2023
Governo e Parlamento
segui quotidianosanita.it

Manovra. “Favorirà la fuga dagli ospedali. Sempre meno risorse per il personale dipendente”. Intervista al leader degli anestesisti  Vergallo

di Giovanni Rodriquez

Le poche risorse disponibili verranno drenate per pagare i medici a gettone a scapito della qualità dell'assistenza ai cittadini, specie in alcune specialistiche come quella per il Pronto Soccorso. Bocciata la riforma per l'autonomia differenziata. E al ministro Schillaci che  pensa di pagare di più i medici chiedendo però loro di lavorare di più risponde: "Fino a ieri lavorava forse su Marte? Non ci sono più margini per ulteriori ore di lavoro", ci ha detto il presidente di Aaroi-Emac

05 DIC -

L'assenza di una voce di spesa per il personale e l'estensione della flat tax faranno sì che con questa manovra si incentiverà ulteriormente la fuga dagli ospedali. Le poche risorse disponibili verranno drenate per pagare i medici a gettone a scapito della qualità dell'assistenza ai cittadini, specie in alcune specialistiche come quella per il Pronto Soccorso.

E al ministro Schillaci che pensa di pagare di più i medici chiedendo però loro di lavorare di più risponde: "Fino a ieri lavorava forse su Marte? Non ci sono più margini per ulteriori ore di lavoro". Così il presidente degli anestesisti Aaroi-Emac, Alessandro Vergallo, in questa intervista a Quotidiano Sanità fa il punto sull'attualità.

Presidente Vergallo qual è il suo giudizio sulla manovra del governo Meloni?
Il giudizio è assolutamente negativo, speravamo in qualcosa di meglio. Le risorse in più stanziate per la sanità non sono sufficienti viste le accresciute esigenze di sanità causate dal blocco pandemico. Sul finanziamento del Fondo sanitario nazionale poi, continua a non esserci una suddivisione tra la spesa per il personale sanitario e quella destinata ad altro. Si dovrebbero separare le due voci perché i costi che non sono del personale tendono esponenzialmente ad aumentare negli anni, pensiamo ad esempio alle nuove tecnologie o ai nuovi farmaci. Non separando le due voci succede così che le risorse per pagare il personale si assottigliano sempre di più. Di conseguenza il nostro potere di acquisto si è notevolmente ridotto negli ultimi 15 anni, e questo a prescindere dall’attuale inflazione. C’è poi un altro elemento che definirei drammatico da dover considerare.

Quale?

Le già scarse risorse destinate ai dipendenti verranno buttate dalla finestra per pagare quel lavoro libero professionale che sta andando sempre più a sostituire il lavoro dei dipendenti con il ricorso ai medici a gettone. Se aumenta, così come sta aumentando drammaticamente, questo lavoro specie per specialistiche come Pronto soccorso e anestesia-rianimazione, è chiaro non ci saranno poi più risorse per pagar il personale. Anche il famoso stanziamento di 200 milioni previsto in manovra per il Pronto soccorso è un intervento normativo che si va a sovrascrivere ad contratto sul quale ancora si deve intavolare una discussione. L'ennesimo intervento spot. Inoltre, questo stanziamento è stato procrastinato al 2024, anche questo è un segnale evidente di scarsa attenzione. Altro capitolo presente in manovra che può creare danno è quello legato all’estensione della flat tax.

Cosa intende?
Il nostro è un settore per il quale l’estensione della flat tax rischia di mettere il turbo ad un fenomeno di abbandono degli ospedali già in corso da parte dei medici dipendenti. Aumenterà ora il numero di quelli che si sposteranno sulla libera professione e andranno nel privato. Un medico dipendente pubblico con ben oltre un decennio di anzianità arriva a percepire circa 3.500 al mese, un collega nel privato arriva tranquillamente a tre volte quella cifra con lo stesso numero di turni. La sproporzione è pazzesca e incentiverà la fuga dagli ospedali. In questo modo il sistema finirà per implodere. E non solo per il pubblico impiego. Quando la fuga verso il privato raggiungerà un livello critico, in una deregulation come quella attuale si arriverà ad una concorrenza tale da spingere a quel punto i prezzi al ribasso. In questo quadro, a peggiorare ulteriormente il tutto ci sono poi le condizioni di lavoro ospedaliere che erano e restano pessime. Il vantaggio della deregulation nel privato riguarda anche la possibilità di poter gestire meglio il proprio tempo lavorativo a fronte di una gestione nel pubblico più ingessata dal momento che si deve garantire un servizio h24 in maniera diversa. La questione dei medici a gettone pone diversi problemi.

Quali ad esempio?
Innanzitutto questi vengono reclutati senza alcuna selezione. Io per essere assunto nel pubblico devo fare un concorso, per i medici a gettone invece non è previsto nulla. La specialistica di anestesia-rianimazione è salvata dal fatto di non avere equipollenze, senza questa specialistica non si può nel settore quindi viene garantito un certo livello qualitativo. Per il Pronto soccorso invece sono riconosciute 43 specialità equipollenti.

Può farci un esempio?
Il metodologo clinico è equipollente alla medicina d’urgenza. Si è arrivati a questa situazione perché nessuno voleva andare a lavorare in Pronto soccorso. Qui, tra medici a gettone, può arrivare a lavorare chiunque. L’ospedale non fa selezione affidandosi alle cooperative, l’università nemmeno, a questo punto avanzo io una proposta: affidiamo la selezione ai sindacati con l’aiuto delle società scientifiche di riferimento. Noi su questo saremmo già pronti, sarebbe anche un modo per offrire ai pazienti una garanzia di qualità al paziente. Noi siamo davvero all’esasperazione, le soluzioni le abbiamo ma la politica deve cominciare ad ascoltarci.

Cosa ne pensa dell’autonomia differenziata?
Come sindacato abbiamo un atteggiamento assolutamente laico su questo. Possiamo considerare anche alcuni aspetti positivi di cui potrebbero godere nei primi tempi quelle 4-5 Regioni virtuose usando produttivamente questi nuovi spazi di libertà. Ma le altre, ossia la maggior parte delle Regioni resteranno indietro. Il mio giudizio in concreto è quindi negativo al 100%.

Il ministro Schillaci ha detto che si dovrà pagare di più i medici ma anche che questi dovranno lavorare di più.
Innanzitutto, a Schillaci abbiamo chiesto un incontro come intersindacale ma non ci ha neanche mai risposto. Mi spiego meglio, non ci ha detto di no, il problema è che non ci ha proprio considerati. Quando dice che vanno premiati solo quelli che lavoreranno di più mi viene da pensare: fino a ieri ha forse lavorato su Marte? O non sa di cosa parla o scientemente ci sta prendendo in giro. Abbiamo milioni di ore di straordinari non pagate che vengono azzerate ogni anno, ferie non godute, noi non abbiamo margine per lavorare più di quanto già non facciamo. Il discorso del ministro non ha senso.

Giovanni Rodriquez



05 dicembre 2022
© Riproduzione riservata

Altri articoli in Governo e Parlamento

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
iPiùLetti [7 giorni] [30 giorni]
1  
2  
3  
4  
5  
6  
7  
8  
9  
10  
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Giacomo Peroni, 400
00131 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy