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Nuove professioni. Ministero: “Per gli Osteopati pronti a inviare Accordo alla Stato Regioni su ambiti e competenze. Ancora da sciogliere alcuni nodi per laurea in Chiropratica”


"È dirimente stabilire se il percorso universitario in Chiropratica debba avere durata triennale, come per tutte le altre professioni sanitarie, o quinquennale, come avviene in Francia e in Svizzera. Per la figura dell'Osteopata, se non verranno sollevate osservazioni da parte delle Associazioni professionali, si potrà arrivare ad uno schema di Accordo da inviare in Conferenza Stato-Regioni già alla prossima riunione utile". Così il sottosegretario alla Salute Luca Coletto rispondendo all'interrogazione di Pedrazzini (FI) sull'attuazione della legge Lorenzin di riforma degli ordini e delle professioni sanitarie.

22 FEB - "Con specifico riferimento alla figura del chiropratico occorre segnalare che, nell'ultimo incontro, tenutosi nel dicembre 2018, sono emerse divergenze di posizione tra le stesse Associazioni professionali coinvolte, con particolare riferimento agli aspetti formativi. È divenuto dirimente stabilire se il percorso universitario in Chiropratica debba avere una durata triennale, come per tutte le altre professioni sanitarie, ovvero quinquennale, come avviene in Francia e in Svizzera. Mentre, per la figura dell'Osteopata, se non verranno sollevate osservazioni da parte delle Associazioni professionali coinvolte, si potrà arrivare ad uno schema di Accordo da inviare in Conferenza Stato-Regioni". 
 
Così il sottosegretario alla Salute, Luca Coletto, ha risposto ieri in Commissione Affari Sociali all'interrogazione di Claudio Pedrazzini (FI) sulla legge 3/2018 (legge Lorenzin) che individua le professioni sanitarie dell'osteopata e del chiropratico.
 
Questa la risposta integrale del sottosegretario Coletto:
"In merito alla questione posta nell'interrogazione parlamentare in esame, si segnala che, subito dopo l'entrata in vigore della legge n. 3 del 2018, questo Ministero si è attivato per dare attuazione all'articolo 7 della medesima legge, che ha individuato, nell'ambito delle professioni sanitarie, le professioni dell'osteopata e del chiropratico, e si è anche proceduto ad attivare appositi incontri tecnici con le Associazioni professionali di riferimento.

In particolare, si rammenta che l'articolo 7 della legge 3 del 2018, al comma 2, prevede che gli ambiti di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell'osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell'esperienza professionale, nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti sono stabiliti con Accordo stipulato in sede di Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, e che, con successivo decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, acquisito il parere del Consiglio Universitario Nazionale e del Consiglio Superiore di Sanità, sono definiti i relativi ordinamenti didattici della formazione universitaria.
 
Considerata la complessità dell'iter procedurale ora descritto, si rappresenta, con specifico riferimento alla figura del chiropratico, che questo Ministero, nel corso del 2018 ha convocato diverse riunioni con le Associazioni professionali interessate, al fine di pervenire alla condivisione di uno schema di Accordo, da inoltrare, previo parere del Consiglio Superiore di Sanità, alla Conferenza Stato-Regioni.
 
Tuttavia, occorre segnalare che, nell'ultimo incontro, tenutosi nel dicembre 2018, al quale ha partecipato, a seguito della richiesta di questo Ministero, anche un rappresentante del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sono emerse divergenze di posizione tra le stesse Associazioni professionali coinvolte, con particolare riferimento agli aspetti formativi della istituenda figura professionale.
 
Invero, è divenuto «dirimente» stabilire se il percorso universitario in Chiropratica debba avere una durata triennale, come per tutte le altre professioni sanitarie di cui alla legge n. 43 del 2006, ovvero quinquennale, come avviene in Francia e in Svizzera, Paesi dove si è particolarmente affermata la pratica della Chiropratica.
 
Questo Ministero ha quindi ritenuto opportuno inviare una richiesta di parere in tal senso al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca che, una volta acquisito, consentirà di proseguire, senza indugio, nell'iter per la definizione di tale profilo professionale.
 
Anche in relazione alla figura dell'Osteopata si fa presente che nel corso del 2018 sono stati sviluppati i lavori per la definizione del relativo profilo professionale con le Associazioni professionali interessate.
 
Gli incontri svoltisi presso il Ministero della salute si sono rivelati particolarmente proficui, in quanto tutte le Associazioni coinvolte sono pervenute ad una
piena convergenza sull'individuazione degli ambiti di attività e competenza della figura professionale in questione.
 
Inoltre, una particolare attenzione è stata rivolta alla valutazione della formazione attualmente in corso, al fine di individuare i criteri per la valutazione dei titoli che potranno essere riconosciuti equipollenti, tenendo in considerazione anche l'esperienza lavorativa effettuata.
 
Pertanto, tenuto conto del lavoro accurato sinora svolto, si ritiene che per la figura dell'Osteopata, se non verranno sollevate osservazioni da parte delle Associazioni professionali coinvolte, si potrà arrivare alla definizione di uno schema di Accordo, da inviare in Conferenza Stato-Regioni, previo parere del Consiglio Superiore di Sanità, già nell'ambito della prossima riunione utile".
 
Maria Spena (FI), premettendo di essere già a conoscenza degli incontri richiamati nella risposta e manifestando comprensione per le complessità tecniche relative alla piena attuazione della normativa che ha istituito le professioni sanitarie dell'osteopata e del chiropratico, sottolinea che a distanza di oltre un anno sarebbe stato doveroso concludere il percorso intrapreso, al fine di tutelare sia coloro che svolgono tali professioni che i loro pazienti. Nel segnalare che si sarebbe aspettata una risposta più esaustiva, si augura che la procedura in atto si perfezioni al più presto. 
 
G.R.

22 febbraio 2019
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