Canapa. Il Consiglio di Stato blocca la stretta sul Cbd: “Grave pregiudizio economico”

Canapa. Il Consiglio di Stato blocca la stretta sul Cbd: “Grave pregiudizio economico”

Canapa. Il Consiglio di Stato blocca la stretta sul Cbd: “Grave pregiudizio economico”

Il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare il decreto che equiparava il Cbd a uno stupefacente, riconoscendo il grave danno economico per le aziende del settore e aprendo uno scontro politico tra governo e opposizione in attesa del giudizio definitivo.

Le aziende della canapa industriale possono continuare a lavorare. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con un’ordinanza che accoglie il ricorso delle imprese del settore e sospende, in via cautelare, l’efficacia della sentenza con cui il Tar del Lazio aveva ritenuto legittimo il decreto del ministero della Salute che equipara il cannabidiolo (CBD) a un medicinale stupefacente. Una decisione che allenta, almeno temporaneamente, la stretta normativa e rilancia il confronto giuridico e politico su un comparto in forte tensione.

Il Tar, nello scorso mese di luglio, aveva dato esecuzione al decreto del 27 giugno 2024 del ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci. Il provvedimento inseriva le “composizioni orali a base di cannabidiolo” tra le sostanze stupefacenti, richiamando il principio di precauzione. Palazzo Spada, invece, ha riconosciuto il rischio di un “grave pregiudizio economico e occupazionale” per le imprese, ritenendo necessario fermare gli effetti della sentenza in attesa del giudizio definitivo di merito.

Per i legali delle aziende ricorrenti, Giuseppe Libutti, Sergio Santoro e Michele Trotta, si tratta di “un primo riconoscimento delle criticità giuridiche sollevate” contro il decreto ministeriale. Una valutazione che rafforza la posizione delle imprese, messe in estrema difficoltà dall’improvvisa equiparazione del CBD – derivato della canapa industriale e privo degli effetti psicotropi del THC – alle sostanze stupefacenti.

La decisione arriva in un momento di alta allerta sul fronte dei cosiddetti cannabinoidi sintetici. Solo il giorno prima, il Dipartimento antidroga della presidenza del Consiglio aveva diffuso un allarme su un “pericoloso cannabinoide sintetico”, l’Mdmb-pinaca, segnalato in prodotti venduti come cannabis light. Un allarme che parlava di effetti “imprevedibili, pericolosi, gravi e letali” e di un decesso per suicidio collegato al consumo di tali sostanze.

In attesa del giudizio di merito, che definirà la questione nel sostanziale, l’ordinanza cautelare di Palazzo Spada consente alle imprese della filiera di tirare un sospiro di sollievo e riprendere le attività. Ma non scioglie il nodo normativo e politico che resta al centro di uno scontro sempre più acceso tra la difesa del principio di precauzione in sanità e le ragioni economiche di un settore che chiede regole chiare e scientificamente fondate.

16 Dicembre 2025

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