Cannabis. Lorenzin: “Nessuna depenalizzazione per consumo o coltivazione. Nuove norme si limitano a stabilire sanzioni amministrative, anziché penali, per illeciti di soggetti autorizzati alla produzione ad uso terapeutico”

Cannabis. Lorenzin: “Nessuna depenalizzazione per consumo o coltivazione. Nuove norme si limitano a stabilire sanzioni amministrative, anziché penali, per illeciti di soggetti autorizzati alla produzione ad uso terapeutico”

Cannabis. Lorenzin: “Nessuna depenalizzazione per consumo o coltivazione. Nuove norme si limitano a stabilire sanzioni amministrative, anziché penali, per illeciti di soggetti autorizzati alla produzione ad uso terapeutico”
Lo ha chiarito il ministro della Salute a proposito del decreto legislativo approvato oggi dal Governo che depenalizza gli illeciti di carattere procedurale commessi dai produttori di cannabis ad uso terapeutico regolarmente autorizzati e previsti dal decreto della stessa Lorenzin del dicembre scorso.

“Qui non c’è nessuna azione di depenalizzazione della cannabis ad uso generale. Il tema non è oggetto del programma di governo e come Ministro, come ho già detto più volte, sono contraria. Il tema che si è affrontato invece oggi in Cdm è stato quello della depenalizzazione di alcune procedure prescrittive, che sono atti dovuti, per le strutture che sono autorizzate alla coltivazione della cannabis ad uso terapeutico”. È quanto ha dichiarato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
 
“Noi abbiamo già autorizzato la produzione di cannabis a fini terapeutici lo scorso anno –  ha ricordato – . Le strutture autorizzate sono pochissime, hanno natura pubblica e sono severamente controllate. Ora la questione era. Se a fronte di una violazione di una prescrizione si andava sul penale o sul civile. Ovviamente essendo queste prescrizioni elementi fondanti dell’autorizzazione se si riscontra una violazione della prescrizione c’è prima un’ammenda amministrativa molto forte. Se non viene ripristinato immediatamente lo stato prescritto dall’autorizzazione essa viene invece revocata.
 
E' dovuta intervenire così, sollecitata dai giornalisti, il ministro della Salute per chiarire gli equivoci sorti dopo l'approvazione odierna del decreto legislativo del Governo che prevede "Disposizioni in materia di depenalizzazione a norma dell’articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67".
 
Il decreto trasforma alcuni reati in illeciti amministrativi, anche al fine – si legge in una nota del ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha presentato il provvedimento –  "deflazionare il sistema penale, sostanziale e processuale e per rendere più effettiva la sanzione".
 
Via il carcere, resta la sanzione da 5.000 a 30.000 euro. Per quanto riguarda in particolare la produzione di cannabis, il decreto approvato oggi interviene a modifica dell'articolo 28, comma 2, del Dpr 309/1990, che prevedeva l'arresto fino a un anno di carcere per chi non osserva le prescrizioni e le garanzie cui l'autorizzazione del Ministero della Salute è subordinata. Questa pena viene meno e al suo posto resta invece una sanzione amministrativa pecuniaria che può variare dai 5 ai 30mila euro.
 
"L'intervento – prosegue la nota – nasce dalla considerazione che, rispetto a tali illeciti, una sanzione certa in tempi rapidi abbia più forza di prevenzione della minaccia di un processo penale, che, per il particolare carattere dell’illecito e per i tempi del procedimento penale, rischia di causare una mancata sanzione".
 
Lo schema del decreto riprende le proposte della commissione ministeriale presieduta dal prof. Francesco Palazzo e si articola in interventi sia sul codice penale che sulle leggi speciali. Vengono depenalizzati tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale e una serie di reati presenti invece nel codice penale.
 
Rimangono invece esclusi dal provvedimento, i reati che pur prevedendo la sola pena della multa o dell’ammenda attengono alle normative su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti.

15 Gennaio 2016

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