Cdm. Su proroga stato di emergenza deciderà il Parlamento. Approvato ulteriore indebitamento per 25 mld per garantire sostegno a imprese e lavoratori e riapertura in sicurezza delle scuole 

Cdm. Su proroga stato di emergenza deciderà il Parlamento. Approvato ulteriore indebitamento per 25 mld per garantire sostegno a imprese e lavoratori e riapertura in sicurezza delle scuole 

Cdm. Su proroga stato di emergenza deciderà il Parlamento. Approvato ulteriore indebitamento per 25 mld per garantire sostegno a imprese e lavoratori e riapertura in sicurezza delle scuole 
La decisione di portare alle Camere la questione della proroga dell’emergenza per il Covid maturata nel corso del vertice che ha preceduto il Consiglio dei ministri di ieri sera. Il Governo ha invece approvato la relazione del ministro Gualtieri per incrementare l’indebitamento. Con le risorse in più si garantirà la proroga della Cassa integrazione, il sostegno a imprese e settori in crisi e la ripresa in sicurezza dell’anno scolastico.

Il Consiglio dei ministri di ieri sera non ha approvato la proroga dello Stato di emergenza in scadenza il prossimo 31 luglio. Da quanto si apprende la decisione finale, presa nel corso del vertice di maggioranza che ha preceduto il Consiglio, è stata quella di portare la questione in Parlamento nei prossimi giorni con l’idea di ottenere ilo via libera per una proroga fino al 31 ottobre.
 
Sulla necessità della proroga che consente al Governo una oggettiva maggiore autonomia decisionale come è stato in tutti questi mesi di emergenza, sembrerebbero comunque tutti d’accordo (scettica ma non troppo solo Italia Viva) ma in ogni caso si preferisce che stavolta sia il Parlamento a decidere per evitare accuse di attacco all’autonomia e alle prerogative delle Camere.
 
Nel Cdm è stato invece approvato un ulteriore ricorso all’indebitamento comprensivo dei maggiori interessi passivi per il finanziamento del debito pubblico, di 25 miliardi di euro per l’anno 2020, 6,1 miliardi nel 2021, 1 miliardo nel 2022, 6,2 miliardi nel 2023, 5 miliardi nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025, e 1,7 miliardi a decorrere dal 2026.
 
Considerata la richiesta di autorizzazione all’indebitamento formulata dalla Relazione presentata dal ministro Gualtieri, il nuovo livello di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è fissato all’11,9 per cento del PIL nel 2020. Il nuovo livello del debito pubblico si attesta al 157,6 per cento del PIL nel 2020.
 
Pur in un contesto di incertezza legato all’evoluzione della pandemia e della successiva fase di ripresa economica, il Governo conferma l’obiettivo di ricondurre verso la media dell’area euro il rapporto debito/PIL nel prossimo decennio, attraverso una strategia che, oltre al conseguimento di un adeguato surplus primario, si baserà sul rilancio degli investimenti, pubblici e privati.
 
L’ulteriore indebitamento è ritenuto dal Governo “di fondamentale importanza” per continuare ad assicurare il sostegno al sistema produttivo e al reddito dei cittadini, a supportare la ripresa e ad intervenire dove necessario per preservare l’occupazione.
In quest’ottica, saranno prorogati gli interventi di potenziamento degli strumenti della Cassa integrazione guadagni (CIG).
 
Allo stesso tempo – sottolinea infine Palazzo Chigi – non verrà meno il sostegno alle imprese e ai settori maggiormente colpiti dalla crisi e alla liquidità, anche attraverso una riprogrammazione delle scadenze fiscali dei prossimi mesi e verrà garantito il necessario sostegno agli enti territoriali, le cui risorse sono state ridotte dai mancati introiti fiscali degli ultimi mesi, al fine di garantire la regolarità dell’azione pubblica a tutti i livelli di governo.
Infine, verranno assicurate le risorse necessarie per far ripartire l’insegnamento in presenza in condizioni di sicurezza.

23 Luglio 2020

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