Celebrazioni unità d’Italia: i 150 anni della sanità 

Celebrazioni unità d’Italia: i 150 anni della sanità 

Celebrazioni unità d’Italia: i 150 anni della sanità 
Domani un convegno organizzato dal Pdl per celebrare, nell’ambito della ricorrenza dell’Unità, anche i 150 anni della sanità italiana. Una provocazione? “In parte sì” spiega a QS Domenico Di Virgilio vicepresidente dei deputati Pdl, tra gli organizzatori della giornata, ma anche “un modo per riflettere sull’evoluzione igienica e sociale che il nostro Paese ha subito nel corso di questo secolo e mezzo di storia”. E per ricordare come da lì è nato l’embrione del sistema sociale e solidaristico di Ssn che abbiamo oggi.

Dal colera al federalismo. Ovvero  il percorso della sanità italiana,  la sua evoluzione e il suo futuro. Da quando non c’erano gli antibiotici, all’istituzione del Ssn fino ai giorni nostri in cui si sta discutendo di federalismo in sanità. 150 anni di storia patria che riflettono come ha spiegato Domenico Di Virgilio vicepresidente dei deputati Pdl “sull’evoluzione igienica e sociale che il nostro Paese ha subito nel corso di questo secolo e mezzo di storia”.
 
 
Onorevole Di Virgilio si può parlare di 150 di sanità italiana?
Il titolo è volutamente provocatorio. Essendo io un medico e un parlamentare mi sono chiesto se nell’ambito delle celebrazioni unitarie non fosse anche il caso di inserire una riflessione sulla sanità.
 
Da un punto di vista della sanità quella che Italia era?
Disastrosa. Facendo un percorso a ritroso nella storia si vede come all’epoca non esistevano né vaccini, né antibiotici c’erano malaria, tubercolosi, malattie ubiquitarie, vaiolo e colera.
La vita media era neanche la metà di quella di oggi. È evidente che si parla di un’altro livello di sanità però credo che con l’unità si sia cominciato a ragionare in termini più organici di salute.
Qui dati mi hanno convinto che fosse necessario un ragionamento sulla sanità italiana che dai primi del novecento ha cominciato ad organizzarsi, da lì è nato l’embrione del sistema sociale e solidaristico dell’Ssn che abbiamo oggi.
 
Come si articolerà la giornata di domani?
All’incontro, parteciperanno con il loro saluto il presidente del Senato, Renato Schifani, e poi Antonio Leone, Maurizio Lupi, Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto, Antonio Tomassini, Giuseppe Palumbo. Interverranno inoltre ministro della Salute, Ferruccio Fazio, Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo, Luigi Frati, Rettore dell’Università la Sapienza di Roma, Enrico Garaci del Css, Eolo Parodi dell’Enpam, Guido Rasi dell’Aifa e Francesco Schittulli della Lilt.
 
Il convegno avrà anche un taglio storico?
Storico sociale e igienico. Sarà presentato anche un libro “150 anni della sanità italiana”, il cui autore è Walter Pasini, è stato nostro rappresentante presso l’Oms. Nel volume troviamo la storia della sanità italiana con le sue conquiste, con i nomi che hanno dato lustro alla sanità italiana: Golci, Baccelli e Condorelli.
 
Nello stesso anno in cui si celebra una data così importante, il Parlamento è impegnato nell’approvare il federalismo. A voler banalizzare si potrebbe leggere come un controsenso, invece cos’è: un’evoluzione, un’esigenza nuova?
Capisco l’osservazione. Ma le dico che io ed altri colleghi ci battiamo affinché lo Stato non abdichi di fronte all’autonomia regionale pur riconoscendo la maggiore capacità di intervento, rispetto allo Stato, che hanno le regioni. Non permetteremo che una regione dia delle prestazioni e un’altra no, dobbiamo sempre mantenere quella visione d’insieme.

14 Marzo 2011

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