Consiglio dei ministri. Rinviato esame riforma testo unico pubblico impego e nomina manager Asl. Sì a norme sul licenziamento nella PA

Consiglio dei ministri. Rinviato esame riforma testo unico pubblico impego e nomina manager Asl. Sì a norme sul licenziamento nella PA

Consiglio dei ministri. Rinviato esame riforma testo unico pubblico impego e nomina manager Asl. Sì a norme sul licenziamento nella PA
Il Cdm di oggi ha rinviato alla prossima seduta l’esame dei due provvedimenti annunciati ieri. Sì invece alle norme sul licenziamento nella PA corrette dopo la sentenza della Corte costituzionale del novembre scorso.

Causa assenza del ministro della Salute è stato rinviato ad altra seduta del Consiglio dei ministri l’esame del decreto correttivo per la nomina dei manager delle Asl resosi necessario dopo la sentenza della Consulta (vedi articolo di ieri).
 
Rinviato anche l’esame del decreto legislativo di revisione del testo unico del pubblico impiego oggetto già di un primo confronto con i sindacati mercoledì scorso (vedi articolo).
 
Semaforo verde invece al decreto sui licenziamenti nella PA, anch’esso corretto dopo la sentenza della Corte costituzionale. La correzione apportata, come riporta il comunicato di Palazzo Chigi,  “dà seguito e applicazione alla recente sentenza (n. 251 del 2016) con cui la Corte Costituzionale ha censurato il procedimento di attuazione previsto dall’articolo 18 della legge n. 124 del 2015, nella parte in cui stabilisce che i decreti legislativi attuativi siano adottati previa acquisizione del parere reso in Conferenza unificata, anziché previa intesa”.
 
“Nel sancire comunque la piena efficacia dei decreti legislativi già emanati e in vigore, la sentenza – prosegue la nota del Governo – ha raccomandato di sanare il suddetto vizio procedimentale per dare certezza al quadro normativo attraverso lo strumento del correttivo previsto dalla stesa legge delega”.
 
Sul decreto dovrà quindi essere acquisita l’intesa della Conferenza Unificata e i pareri delle competenti Commissioni parlamentari.
 
In ogni caso le principali novità rispetto al vecchio testo sono le seguenti:
– si prevede un maggior termine per esercitare l’azione di risarcimento per i danni di immagine alla PA provocati dalle condotte fraudolente punite dal licenziamento. La denuncia al Pubblico Ministero e la segnalazione alla competente Procura regionale della Corte dei conti avverrà, ora, entro 20 giorni (non più 15) dall’avvio del procedimento disciplinare in modo da evitare un eccessivo accavallamento dei termini e delle procedure poste a carico delle pubbliche amministrazioni. 
 
Lo stesso avverrà per il caso in cui la Procura della Corte dei conti, quando ne ricorrono i presupposti ed entro 150 giorni (non più 120) dalla conclusione della procedura di licenziamento, potrà procedere per danni di immagine della PA nei confronti del dipendente licenziato per assenteismo. La finalità è di garantire maggiore certezza e una più netta separazione tra il procedimento disciplinare a carico del dipendente (che si svolge presso l’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari) e il conseguente procedimento per danni di immagine alla PA (che si svolge presso la Procura generale della Corte dei conti);
 
– si prevede l’obbligo di comunicazione dei provvedimenti disciplinari all’Ispettorato per la funzione pubblica entro 20 giorni dall’adozione degli stessi: ciò, al fine di consentire il monitoraggio sull’attuazione della riforma, anche per adottare ogni possibile strumento che ne garantisca la piena efficacia.

17 Febbraio 2017

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