Covid. Lorenzin (Pd): “Essenziale apporto dei medici di famiglia per fare i tamponi. Se non si possono fare nei condomini si facciano nelle piazze, nei tendoni della Protezione civile o della Croce Rossa”

Covid. Lorenzin (Pd): “Essenziale apporto dei medici di famiglia per fare i tamponi. Se non si possono fare nei condomini si facciano nelle piazze, nei tendoni della Protezione civile o della Croce Rossa”

Covid. Lorenzin (Pd): “Essenziale apporto dei medici di famiglia per fare i tamponi. Se non si possono fare nei condomini si facciano nelle piazze, nei tendoni della Protezione civile o della Croce Rossa”
"Il protocollo firmato e approvato dalla Fimmg prevede anche l’utilizzo di strutture temporanee per permettere a medici di famiglia di andare lì a visitare propri pazienti covid o a fare tamponi. Questi meccanismi approvati in conferenza stato regioni con il sindacato devono diventare operativi, altrimenti si corre il rischio di dover prendere provvedimenti ancora più duri”, dichiara l'esponente Dem ed ex ministro della Salute.

"Siamo in una situazione di guerra, dove il nemico da combattere è il covid. Non mi scandalizzo se usiamo armi non convenzionali. Per questo dobbiamo reclutare tutti coloro che hanno una formazione sanitaria e che siano in grado di fare un gesto tecnico come fare un tampone, formarli e metterli in campo, perché questa non è una situazione normale dove possiamo attenerci agli schemi a cui facciamo riferimento in tempi di pace”.
 
Cosi l’ex ministro della Salute e responsabile del forum salute del partito democratico, Beatrice Lorenzin, commenta la mancata presenza di personale medico sul territorio per lo svolgimento dei tamponi e la proposta del presidente Zaia di adoperare anche personale veterinario per fare i tamponi.
 
"Fino ad ora, con nobili eccezioni, è mancato un coinvolgimento strutturale e strutturato della medicina di famiglia. Per fortuna è stato da poco firmato l’accordo con i medici di famiglia, sottoscritto giustamente dalla Fimmg e dalle regioni. In base all’accordo i medici di famiglia devono fare i tamponi, prendersi in carico i propri pazienti a (1500-1600 persone), fare sorveglianza attiva, non lasciare soli pazienti con sintomi lievi /moderati che possono essere gestiti a casa e che hanno bisogno di essere seguiti", prosegue l'ex ministro della Salute.
 
"Se questo pezzo del piano, essenziale per combattere il covid, non funziona bisogna farlo funzionare, utilizzando tutti i mezzi a disposizione non solo quelli usati solitamente. Quindi i medici di famiglia devono fare la loro parte, sono essenziali in una strategia che mira a deospedalizzare e gestire il virus su tutto il territorio nazionale con una funzione diversa da quella ordinaria in tempo pre-covid", aggiunge.
 
"Se il problema – incalza Lorenzin – è che non si possono fare i tamponi negli ambulatori all’interno di condomini, perché rischioso, allora si faranno nelle piazze utilizzando i tendoni della croce rossa, ad esempio, o della protezione civile, oppure i comuni possono mettere a disposizione strutture ad hoc. Se il problema è il personale di supporto, invece, ad esempio possiamo utilizzare i migliaia di volontari pronti ad aiutare e supportare il personale sanitario, se infine, invece, il problema è che i 30 milioni di euro stanziati non bastano, ne troveremo di più".
 
"Il protocollo firmato e approvato dalla Fimmg prevede anche l’utilizzo di strutture temporanee per permettere a medici di famiglia di andare lì a visitare propri pazienti covid o a fare tamponi. Questi meccanismi approvati in conferenza stato regioni con il sindacato devono diventare operativi, altrimenti si corre il rischio di dover prendere provvedimenti ancora più duri”, conclude Lorenzin.

05 Novembre 2020

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