Cura Italia. Omar: “No a sconti su tabacco riscaldato. Possibile liberare 1,2 mld per prevenzione, assistenza e ricerca”

Cura Italia. Omar: “No a sconti su tabacco riscaldato. Possibile liberare 1,2 mld per prevenzione, assistenza e ricerca”

Cura Italia. Omar: “No a sconti su tabacco riscaldato. Possibile liberare 1,2 mld per prevenzione, assistenza e ricerca”
Un piano da 1,2 miliardi di euro nel triennio 2020-2022, che troverebbe copertura economica da una rimodulazione del regime fiscale oggi applicato ai prodotti del tabacco riscaldato. Omar: "In questo momento occorre far quadrato intorno ai soggetti deboli, e i malati rari sono certamente tra questi. Parliamo chiaro: oggi non c'è spazio per dare ulteriori aiuti al mondo del tabacco".

La pandemia da Covid-19 non è ancora finita, i soggetti più deboli continuano ad essere a rischio, e per chi ha già una patologia garantirsi assistenza e percorsi di cura è sempre più un percorso ad ostacoli. Per questo le Associazioni dei malati rari, in una nota oggi tornano a farsi sentire chiedendo che vengano approvati gli emendamenti Mandelli, Saccani e Rotondi presentati al Decreto Cura Italia che mirano a ottenere un "potenziamento delle attività di prevenzione collettiva, assistenziali e di ricerca" attraverso un piano straordinario dell'Istituto Superiore di Sanità finalizzato a tutelare le situazioni di fragilità. 
 
Un piano da 1,2 miliardi di euro nel triennio 2020-2022, che troverebbe copertura economica da una rimodulazione del regime fiscale oggi applicato ai prodotti del tabacco riscaldato. "Ad oggi, infatti, rispetto a quelli del tabacco tradizionale (sigarette classiche) godono di uno sconto pari al 75%, pur non essendo riconosciuto dagli enti nazionali e internazionali di sanità alcun minor rischio rispetto alle sigarette tradizionali", spiegano dall' Omar.
 
"In questo momento occorre far quadrato intorno ai soggetti deboli, e i malati rari sono certamente tra questi: deboli perché ora hanno più difficoltà a curarsi, deboli perché più a rischio di complicanze, deboli perché pochi e in questo caos rischiano di rimanere indietro e non avere nemmeno quel minimo di assistenza che si era riuscita a garantire prima. Bisogna fare ogni sforzo possibile per assicurare loro assistenza e continuità terapeutica – spiega Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore dell'Osservatorio Malattie Rare, realtà che da 10 anni dà voce a queste persone – oggi la salute rappresenta la priorità numero uno e sulla difesa di questa dovrebbero essere convogliati tutti gli sforzi possibili, anche quelli economici. Parliamo chiaro: oggi non c'è spazio per dare ulteriori aiuti al mondo del tabacco".

20 Aprile 2020

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