Ddl Lorenzin. Depositato nuovo emendamento del relatore Marazziti per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie. Un ruolo specifico alle associazioni professionali. Obiettivo: “Evitare parcellizzazioni o sovrapposizioni”

Ddl Lorenzin. Depositato nuovo emendamento del relatore Marazziti per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie. Un ruolo specifico alle associazioni professionali. Obiettivo: “Evitare parcellizzazioni o sovrapposizioni”

Ddl Lorenzin. Depositato nuovo emendamento del relatore Marazziti per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie. Un ruolo specifico alle associazioni professionali. Obiettivo: “Evitare parcellizzazioni o sovrapposizioni”
La nuova formulazione dell'articolo 3 modifica profondamente la legge 43 del 2006 relativamente alle procedure per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie. Le associazioni professionali avranno un ruolo e potranno inviare un'istanza motivata di riconoscimneto al Ministero della salute. In caso di valutazione positiva, l'istituzione di nuove professioni sarà effettuata, previo parere positivo del Css, mediante accordi in sede di Conferenza Stato Regioni. IL TESTO

Hanno ripreso ieri, in Commissione Affari sociali alla Camera, i lavori sul Disegno di legge Lorenzin in tema di Ordini professionali e sperimentazioni cliniche. Il relatore del provvedimento, Mario Marazziti, nella riunione di ieri ha depositato una nuova riformulazione dell'articolo 3 riguardante le procedure di individuazione ed istituzione di nuove professioni sanitarie. Contestualmente, la presidente di seduta Daniela Sbrollini (Pd), ha fissato per le 18 di ieri il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti.
 
Nella nuova formulazione dell'articolo 3 presentata da Marazziti si spiega che, le associazioni interessate al riconoscimento potranno inviare un'istanza motivata al Ministero della salute che si pronuncerà entro i successivi sei mesi. In caso di valutazione positiva, l'istituzione di nuove professioni sanitarie verrà effettuata, previo parere tecnico-scientifico del Consiglio superiore di sanità, mediante uno o più accordi, sanciti in sede di Conferenza permanente Stato Regioni, e previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
 
Gli accordi dovranno individuare il titolo professionale, l'ambito di attività di ciascuna professione, i criteri di valutazione dell'esperienza professionale nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti. Con decreto del Ministro dell'istruzione, di concerto con il Ministro della salute, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, verrà poi definito l'ordinamento didattico della formazione universitaria delle nuove professioni sanitarie.
 
Infine, si spiega che la definizione delle funzioni caratterizzanti le nuove professioni dovrà avvenire evitando "parcellizzazioni" e "sovrapposizioni" con le professioni già riconosciute o con le specializzazioni delle stesse.  
 
G.R.

13 Settembre 2017

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