Ddl Lorenzin. Omceo Bari: “Bene apertura a dialogo. Ma temiamo non ci siano tempo e condizioni”

Ddl Lorenzin. Omceo Bari: “Bene apertura a dialogo. Ma temiamo non ci siano tempo e condizioni”

Ddl Lorenzin. Omceo Bari: “Bene apertura a dialogo. Ma temiamo non ci siano tempo e condizioni”
La disponibilità manifestata dal Presidente della Commissione Affari Sociali Marazziti al dialogo con la Fnomceo sul Ddl Lorenzin è gesto apprezzabile, ma un po’ tardivo, dato che il provvedimento approderà in aula lunedì prossimo. Rischiano quindi di non esserci i tempi, né le condizioni per un confronto sereno e per la stesura di un provvedimento condiviso.

"La disponibilità manifestata dal Presidente della Commissione Affari Sociali Marazziti al dialogo con la Fnomceo sul Ddl Lorenzin è gesto apprezzabile, ma un po’ tardivo, dato che il provvedimento approderà in aula lunedì prossimo. I rappresentanti della professione hanno sempre condiviso la necessità di una riforma delle regole che normano la vita degli ordini e hanno sempre cercato a questo proposito un dialogo aperto con la politica, affinché il disegno di legge in discussione corrispondesse alle reali esigenze e al miglioramento del sistema".
 
Questo il commento del presidente dell'Omceo Bari, Filippo Anelli.
 
"Le posizioni della Fnomceo sul provvedimento erano già ampiamente note: sin dal 24 giugno scorso il consiglio nazionale aveva approvato un ordine del giorno all'unanimità bocciando l'attuale Ddl. Lo stesso Ministro Lorenzin, del resto, durante il convegno nazionale della Fimmg, ha dichiarato di non condividere il testo del provvedimento che approderà in aula. La nuova versione non solo non ha visto risolte le criticità evidenziate in quel documento finale del consiglio nazionale ma addirittura ha eliminato l'unico passaggio della legge in cui si offrivano alle federazioni nazionali la possibilità di proporre soluzioni relative all'articolazione territoriale dei piccoli ordini periferici. C'è stato dunque tutto il tempo per intavolare quel dialogo che oggi frettolosamente si cerca", aggiunge.
 
"Purtroppo – spiega l'Omceo Bari in una nota – non vi è mai stato un formale tavolo di confronto su questa riforma che abbia coinvolto i rappresentanti degli Ordini dei medici, che non sono una semplice associazione, ma enti con una funzione sussidiaria nei confronti dello Stato. Enti che hanno il compito di garantire la qualità della professione, a maggior tutela del diritto alla salute dei cittadini. La riforma doveva essere l’occasione per potenziare questo ambito di intervento degli Ordini, per agire sui temi che si riflettono maggiormente sul servizio e sull’assistenza offerti ai cittadini: la qualità della formazione, l’esercizio della professione dei medici, i rapporti con gli enti locali. Temi che sono centrali per garantire quella libertà della scienza richiamata dall’art. 33 della costituzione e posta a tutela del sistema salute".

"L’Ordine di Bari da tempo sottolinea le diseguaglianze del servizio sanitario nazionale e il divario tra nord e sud del paese, mentre la professione è una sola ed è esercitata alla stessa maniera su tutto il territorio italiano. La riforma doveva essere l’occasione per riflettere anche su queste criticità, così come sugli aspetti etici della professione medica. Da anni – prosegue la nota – l’Ordine di Bari promuove una Scuola di etica pubblica che intende approfondire le tematiche deontologiche e si interroga sulle risposte che i cittadini oggi si aspettano in tema della salute. Invece, il Ddl interviene su aspetti secondari come i meccanismi elettorali, con l’obiettivo lodevole di allargare la partecipazione e la rappresentatività, ma rischia inutilmente di frammentare la classe medica e di apparire strumentale. La tutela del diritto alla salute dei cittadini può essere garantita solo da ordini forti e indipendenti".

“Abbiamo richiesto la convocazione del consiglio nazionale – afferma Filippo Anelli – per discutere delle iniziative da intraprendere, come la proposta della presidenza Fnomceo di uscire da tutti i tavoli istituzionali. Ben vengano i contributi dei politici e dei rappresentanti del parlamento. Ma temo che oramai non vi siano purtroppo più il tempo né le condizioni per avviare un confronto sereno e approntare un testo condiviso.”

06 Ottobre 2017

© Riproduzione riservata

Farmaci. Il Ministero della Salute invia al Mef il piano anti-MFN: tetto al payback, nuovi fondi e accesso precoce. Ma il conto supera i 5 miliardi
Farmaci. Il Ministero della Salute invia al Mef il piano anti-MFN: tetto al payback, nuovi fondi e accesso precoce. Ma il conto supera i 5 miliardi

Il Ministero della Salute prova a mettere al riparo la farmaceutica italiana dagli effetti delle nuove politiche commerciali americane e presenta al Mef un pacchetto di interventi da inserire nella...

Camerae Sanitatis. “Sanità e welfare sono una questione di sicurezza nazionale. Sull’autonomia differenziata si rischia un disastro”. Intervista a Beatrice Lorenzin (Pd)
Camerae Sanitatis. “Sanità e welfare sono una questione di sicurezza nazionale. Sull’autonomia differenziata si rischia un disastro”. Intervista a Beatrice Lorenzin (Pd)

La salute e il welfare devono essere considerati una questione di sicurezza nazionale, al pari della difesa e dell’energia. E investire nel Servizio sanitario nazionale non è soltanto una necessità...

Influenza. Al via la campagna del Ministero della Salute: “Il vaccino: la risposta che ti protegge”
Influenza. Al via la campagna del Ministero della Salute: “Il vaccino: la risposta che ti protegge”

"Il vaccino: la risposta che ti protegge". È questo il claim della campagna di comunicazione sulla vaccinazione antinfluenzale voluta dal ministero della Salute, in onda da oggi su radio, tv...

Liste d’attesa. Zaffini (FdI): “Governo Meloni ottiene risultati concreti”
Liste d’attesa. Zaffini (FdI): “Governo Meloni ottiene risultati concreti”

“Il nuovo bollettino Agenas sulle liste d’attesa conferma che la strada intrapresa dal Governo Meloni sta producendo risultati concreti. Nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni sono cresciute di...