Decreto appropriatezza. Cittadinanzattiva: “Un assist per il privato e le assicurazioni. Si passerebbe dalla medicina difensiva a quella astensiva”

Decreto appropriatezza. Cittadinanzattiva: “Un assist per il privato e le assicurazioni. Si passerebbe dalla medicina difensiva a quella astensiva”

Decreto appropriatezza. Cittadinanzattiva: “Un assist per il privato e le assicurazioni. Si passerebbe dalla medicina difensiva a quella astensiva”
Così il coordinatore nazionale, Tonino Aceti, ha commentato il decreto sulle 208 prestazioni specialistiche a prescrizione limitata illustrate ieri dal ministro Lorenzin ai sindacati medici. “Si tratta di una vera e propria revisione dei Lea. Standardizzare l’assistenza a priori è un controsenso in un contesto di medicina sempre più personalizzata”.

“Il ministro Lorenzin dovrebbe chiamare le cose con il loro nome: il decreto sulle prestazioni a rischio appropriatezza altro non è se non una vera e propria revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea)”. Così il coordinatore nazionale del Tribunale del diritto del malato – Cittadinanzattiva, Tonino Aceti, commenta a Quotidiano Sanità il decreto sulle 208 prestazioni specialistiche a prescrizione limitata illustrato ieri dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ai sindacati medici.

Aceti, nel suo intervento, inizia a contestare lo strumento utilizzato: “Si è deciso di intervenire su questo tema con un decreto, cosa che non condividiamo – a spiegato -. L’appropriatezza andrebbe piuttosto promossa attraverso una serie di azioni quali, ad esempio, un Piano strategico del Ministero della salute, una maggiore formazione o ancora una promozione dei Percorsi diagnostico terapeutico assistenziali (Pdta) su scala nazionale, visto che ad oggi manca una visione d’insieme”.

Quanto ai possibili rischi, il coordinatore nazionale di Cittadinanzattiva espone i suoi dubbi circa la ratio alla base di questo provvedimento. “Ha poco senso standardizzare l’assistenza a priori in un momento in cui la stessa medicina sta diventando sempre più personalizzata. In questo modo non si mette più il paziente al centro”. Ma non finisce qui. Per Aceti in questo modo verrebbe svilito anche il ruolo del medico: “Il medico finirebbe per diventare un burocrate, un semplice funzionario amministrativo”.

Contestata anche la strategia portata avanti dal ministro Lorenzin che ha sempre accostato questo provvedimento con il tema del contrasto alla medicina difensiva: “Visto il rischio di sanzioni economiche a carico dei medici si potrebbe realizzare un effetto paradosso: da una medicina difensiva potremmo così passare ad una medicina astensiva”.
 
“Quando si decide di alleggerire il paniere dei Lea – ha concluso Aceti – si dovrebbero contestualmente mettere in campo dei meccanismi di salvaguardia. Si dovrebbe cioè monitorare l’andamento della spesa pubblica e privata perché queste misure sono un assist eccezionale al privato e alle assicurazioni”. 
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

23 Settembre 2015

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