Decreto appropriatezza. I medici rispondono a Renzi: “Apprezziamo le parole, ma aspettiamo i fatti. Mobilitazione prosegue”

Decreto appropriatezza. I medici rispondono a Renzi: “Apprezziamo le parole, ma aspettiamo i fatti. Mobilitazione prosegue”

Decreto appropriatezza. I medici rispondono a Renzi: “Apprezziamo le parole, ma aspettiamo i fatti. Mobilitazione prosegue”
In una nota la Fnomceo esprime anche a nome dei sindacati “apprezzamento per le parole del presidente del Consiglio ma aspettiamo di incontrarci sui fatti, portando avanti la mobilitazione in atto e le iniziative a suo sostegno, in difesa del diritto alla salute dei cittadini”. E sul decreto appropriatezza ribadiscono: “È sbagliato”

Dopo le affermazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi arriva oggi la replica dell’Ordine dei medici e dei sindacati che “apprezzano” le parole del premier ma in attesa dei fatti continuano la mobilitazione. “La FNOMCeO – si legge in una nota – , promotrice della mobilitazione della categoria che ha coinvolto tutte le sigle sindacali della medicina dipendente e convenzionata, esprime anche a loro nome apprezzamento per le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio al TG5”. 
 
“Parole – evidenziano i medici – che arrivano dopo anni in cui la categoria è stata priva di interlocutore politico, inascoltata nel lanciare l’allarme rosso sulle sorti del SSN e del ruolo dei medici al suo interno, vista solo come fattore produttivo costoso e generatore di costi, se non di sprechi. E la sanità è scomparsa dall’agenda se non per evocare la necessità di tagli risanatori”.
 
In merito al decreto appropriatezza i medici ribadiscono che “il provvedimento è sbagliato nel metodo, e non privo di gravi incongruenze nel merito, sulle prestazioni appropriate ha solo fatto da detonatore all’accumularsi di disagio e  malessere prodotto da criticità non risolte.  A partire dagli effetti perversi dell’attuale sistema di governance delle aziende sanitarie, dal conflitto permanente tra Governo e Regioni, da un progressivo definanziamento della sanità pubblica che, dopo ripetuti tagli lineari, è ben al di sotto della media europea, dalle assenze di prospettive delle giovani generazioni mediche strette tra un precariato che, a differenza di quello della scuola, non commuove nessuno, ed un caporalato che recluta forza lavoro professionale a 3 euro l’ora”.
 
Per Ordini e sindacati “manca da tempo un progetto politico di organizzazione e di sostenibilità, non solo economica, del SSN e di attribuzione di un ruolo ai medici all’altezza di un percorso formativo senza eguale, per durata e complessità, e di un lavoro sempre più gravoso e rischioso che oggi tiene in piedi la sanità pubblica. Occorre cambiare registro”.
 
“Il SSN – conclude la nota – è in grave pericolo ed  è necessario ed urgente che Governo e Parlamento intervengano concretamente. I Medici si pongono come parte delle soluzioni rigettando il ruolo di problema che molti vogliono loro attribuire. Apprezziamo le parole, ma aspettiamo di incontrarci sui fatti, portando avanti la mobilitazione in atto e le iniziative a suo sostegno, in difesa del diritto alla salute dei cittadini, particolarmente compromesso nelle regioni meridionali e quello  dei medici a curare con autonomia e responsabilità al riparo da inappropriate invasioni di campo, un capitale umano al servizio di un patrimonio civile e sociale del Paese”.

26 Settembre 2015

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