Delega Irccs. I dubbi del Servizio bilancio del Senato sui volumi delle prestazioni in assenza di incrementi di risorse

Delega Irccs. I dubbi del Servizio bilancio del Senato sui volumi delle prestazioni in assenza di incrementi di risorse

Delega Irccs. I dubbi del Servizio bilancio del Senato sui volumi delle prestazioni in assenza di incrementi di risorse
Nel documento si chiede come si possa garantire i volumi delle prestazioni sanitarie senza incrementare lo stesso fondo sanitario e, contemporaneamente, vincolandone una quota per il finanziamento della ricerca degli Irccs, "inevitabilmente sottraendola alle attività di natura più propriamente sanitaria-assistenziale". Anche per la revisione della disciplina del personale della ricerca, andrebbero acquisiti elementi di maggior dettaglio "al fine di valutare l'effettiva sostenibilità ad invarianza d'oneri". IL TESTO

Il Servizio di bilancio del Senato ha avanzato alcuni dubbi circa la sostenibilità, ad invariata di oneri, del disegno di legge recante “Delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico” approvato in prima lettura lo scorso 25 maggio dalla Camera.

In particolare il dossier si è concentrato su alcuni aspetti, ad iniziare dal finanziamento della ricerca. Qui si spiega che andrebbe innanzitutto chiarito se le eventuali quote vincolate verrebbero introdotte a valere sul fabbisogno sanitario standard della singola regione interessata (quindi, a valere sul finanziamento della spesa sanitaria corrente di tale regione) oppure a valere sul fabbisogno sanitario nazionale standard (con effetti ovviamente diversi in termini di incentivi finanziari per le scelte delle singole regioni). In tal senso si osserva che, “pur riconoscendo i legami fra spesa assistenziale e di ricerca, nonché le ricadute della spesa sulla maggiore efficacia della prima, non appare chiaro come sia possibile mantenere invariati i volumi di prestazioni sanitarie complessivamente garantiti dal Ssn (ovviamente considerando anche quelli erogati dagli stessi Irccs), implicata dalla prevista coerenza con i fabbisogni del Ssn, senza incrementare il Fsn e vincolandone una quota per il finanziamento della ricerca degli Irccs, inevitabilmente sottraendola alle attività di natura più propriamente sanitaria-assistenziale”.

“Tale prospettiva – si legge nel documento – appare vieppiù concreta qualora si vincolasse la quota per il finanziamento della ricerca degli Irccs direttamente sull’intero ammontare del Fsn, prima del riparto fra le regioni, giacché ogni regione farebbe gravare gran parte del potenziamento dei propri Irccs sulle risorse spettanti alle altre regioni, il che si risolverebbe in un chiaro incentivo ad operare in tale direzione. Si auspica un chiarimento sulle questioni sollevate”.

Inoltre, per quanto riguarda la revisione della disciplina del personale della ricerca sanitaria, si osserva che “andrebbero acquisiti elementi di maggior dettaglio circa gli aspetti della disciplina del personale che si intende revisionare, nonché i dati relativi al personale interessato dalla riforma, al fine di valutare l’effettiva sostenibilità ad invarianza d’oneri del criterio di delega, anche alla luce del fatto che la Camera dei deputati l’ha integrata finalizzando l’intervento di revisione normativa anche “all’eventuale inquadramento a tempo indeterminato nei ruoli del Ssn”.

“Infatti, anche in presenza del vincolo delle risorse complessive e pur evidenziando il carattere meramente eventuale dell’appena citato inquadramento, inserito su apposita indicazione della rappresentante del Governo4, l’incisività e la portata innovativa di tale riforma, che dovrebbero rappresentare la ratio della previsione stessa, tanto da richiedere una legge di delegazione, non sembrano prima facie pienamente compatibili con il principio d’invarianza finanziaria”, concludono dal Senato.

22 Giugno 2022

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