Dopo il voto di fiducia. Cosa accadrà nelle Commissioni sanità? La maggioranza si rafforza alla Camera ma va sotto al Senato

Dopo il voto di fiducia. Cosa accadrà nelle Commissioni sanità? La maggioranza si rafforza alla Camera ma va sotto al Senato

Dopo il voto di fiducia. Cosa accadrà nelle Commissioni sanità? La maggioranza si rafforza alla Camera ma va sotto al Senato
Sono 23 i deputati di maggioranza in XII Commissione alla Camera mentre si fermano a 20 quelli di opposizione, contando anche i rappresentanti di Italia Viva. Passando al Senato, sono invece 13 quelli di opposizione, compresa la presidenza di IV. Si ferma ad 11 invece la conta per la maggioranza. Situazione migliore per il Governo Conte nelle Commissioni Bilancio di Camera e Senato dove riescono a tenere la maggioranza anche senza il sostegno del partito di Renzi. Pareggio nelle Commissioni Affari Costituzionali.

Il Governo Conte, dopo aver incassato la fiducia alla Camera lunedì, ed al Senato ieri seppur senza raggiungere la maggioranza assoluta, dovrà far i conti con il passaggio di Italia Viva all'opposizione, nell'attesa che si vada a delineare un nuovo perimetro di maggioranza. Le ricadute, infatti, non riguarderanno la sola Aula di Palazzo Madama, ma anche le commissioni parlamentari. 
 
Proviamo a vedere insieme cosa potrebbe accadere, a cominciare dalle due commissioni sanità.
 
Alla Camera, in Commissione Affari Sociali, la maggioranza potrebbe non incontrare particolari problemi dal momento che può contare su 23 deputati contro i 20 dell'opposizione. Questo anche grazie al recente abbandono di Italia Viva da parte di Vito De Filippo e della vicepresidente di Commissione Michela Rostan.
 
Discorso diverso invece al Senato, dove in Commissione Sanità la maggioranza va sotto. Sono infatti 13 i senatori di opposizione contro gli 11 di maggioranza. La presidenza con Annamaria Parente (IV) passa all'opposizione. E a nulla varrebbe anche un eventuale passaggio in maggioranza da parte dell'esponente dell'Udc Paola Binetti che in ogni caso, va sottolineato, ieri ha votato "no" alla fiducia al Governo Conte.
 
La strada per il premier Conte è invece più in discesa nelle due Commissioni Bilancio di Camera e Senato, dove nei prossimi giorni transiteranno il nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi e nelle prossime settimane del decreto Ristori 5 oltre al Recovery Plan. A Montecitorio la maggioranza conta infatti 25 deputati contro i 22 dell'opposizione. Situazione più complessa invece a palazzo Madama. Qui la maggioranza ha al momento 13 senatori contro i 12 dell'opposizione. Un vantaggio sì esiguo, ma che potrebbe essere allargato da Eugenio Comincini (IV), che già ieri notte, dopo il voto di fiducia al Senato spiegava: "Se non si realizzasse una ricucitura, io non mi collocherei all'opposizione".
 
Pareggio, invece, nelle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, laddove potrebbe transitare la prospettata riforma elettorale in chiave proporzionale. Un pareggio insufficiente per la maggioranza. Ma in questo caso va sottolineato come una riforma di tipo proporzionale potrebbe essere una soluzione gradita ad alcune componenti dell'opposizione.

Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

20 Gennaio 2021

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