Fazio in Cina. “Allo studio partnership con aziende per costruzione nuovi ospedali”

Fazio in Cina. “Allo studio partnership con aziende per costruzione nuovi ospedali”

Fazio in Cina. “Allo studio partnership con aziende per costruzione nuovi ospedali”
Pechino guarda alla sanità italiana. Per il ministro della Salute c'è spazio per una "grande collaborazione" che potrebbe riguardare la possibilità per i gruppi italiani di costruire e gestire ospedali. Coinvolgendo anche Regioni e Aziende sanitarie.

“I cinesi si trovano nella fase di costruzione del loro sistema sanitario nazionale e manifestano interesse a sviluppare un modello proprio di sistema sanitario di tipo ‘universalistico’, come quello italiano”. Lo ha spiegato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che oggi si trova a Pechino, dove ha incontrato il ministro della Salute Zhu Chen.

Scopo della missione è fare il punto della situazione sullo stato della collaborazione tra Italia e Cina nel settore della sanità,dopo gli incontri dei mesi passati tra il ministro Fazio con il vice presidente Xi Jinping a Milano e con il vice ministro della Sanità cinese Hao Ping a Roma, nel corso della quale era stato firmato un protocollo d'intesa per la collaborazione tra Italia e Cina nel settore della sanità, per la consulenza nella realizzazione di strutture sanitarie, nonché nel campo della formazione del personale per la sua gestione, oltreché per la prevenzione e il controllo di malattie croniche e trasmissibili.

Fazio, parlando con la stampa a termine dell’incontro odierno ha spiegato di aver trovato nella controparte cinese un interlocutore particolarmente attento e interessato a comprendere il nostro modello di sistema sanitario. Da parte italiana, la Cina rappresenta il più importante mercato del welfare e in prospettiva si intravedono già grandi opportunità di collaborazione. Che, secondo Fazio dovrebbero riguardare “innanzitutto la possibilità di grandi gruppi italiani per la costruzione e la gestione di ospedali. L’esperienza italiana della telemedicina – ha aggiunto Fazio – può inoltre tornare d’aiuto per i cinesi nella complessa gestione della sanità nelle remote aree rurali”. Su questo il ministro vede come ulteriori protagoniste di questa collaborazione anche le Regioni, già impegnate in programmi di formazione di personale infermieristico e medico in Italia, secondo schemi replicabili anche in Cina.

Nel corso dei circa 90 minuti di colloquio tra il ministro italiano e quello cinese sono stati passati in rassegna i possibili futuri passi per il rafforzamento dei rapporti bilaterali nel settore sanitario. In una fase successiva, la collaborazione potrebbe prevedere anche il coinvolgimento alle aziende sanitarie che, secondo Fazio, possono giocare un ruolo importante sia nella fase di costruzione delle infrastrutture sia nella fase della formazione del personale per la gestione delle strutture ospedaliere, auspicando, più in generale, una futura possibilità di accesso al mercato cinese del welfare.

A conclusione del briefing stampa è stato ricordato che è già attiva con l'Istituto Superiore della Sanità una collaborazione con le autorità cinesi sulla medicina tradizionale cinese, con lo scopo di trovare validità scientifica internazionale a questa medicina. Ambito in cui non mancano difficoltà, come hanno evidenziato membri dell'Iss, ma l'Italia è intenzionata a porsi come promotore a livello europeo per contribuire a instaurare quel collegamento scientifico tra la medicina tradizionale, cinese e i paradigmi della medicina occidentale, all’interno dei quali gli standard europei sono tra i più rigidi al mondo. Studi sono stati compiuti in particolare sulla validità dell'agopuntura in casi di ictus, con risultati pubblicati sulle principali riviste internazionali, e che meritano sicuramente ulteriori approfondimenti.

Domani, martedì, il ministro Fazio incontrerà i dirigenti e visiterà la struttura sanitaria del Peking Union Medical College Hospital.

10 Ottobre 2011

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