Federalismo municipale: ok del Senato alla risoluzione di Maggioranza

Federalismo municipale: ok del Senato alla risoluzione di Maggioranza

Federalismo municipale: ok del Senato alla risoluzione di Maggioranza
Primo via libera al decreto sul fisco municipale. Con 153 voti favorevoli, 124 contrari e 2 astenuti, l'Aula del Senato ha approvato la risoluzione della Maggioranza presentata da Maurizio Gasparri (Pdl) e Federico Bricolo (Lega) e dice sì al testo del Governo e alla comunicazione svolta ieri in Aula dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli.

“Il Senato il 22 febbraio ha avviato la discussione delle ‘comunicazioni del Governo sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale’. Il dibattito si è concluso il 23 febbraio con l'approvazione di una proposta di risoluzione, presentata dai sen. Gasparri e Bricolo, mentre altre proposte dell'opposizione sono state respinte”.
Così Palazzo Madama annuncia, in una nota, l’approvazione della risoluzione che dà il primo via libera al decreto attuativo del federalismo riguardante il fisco municipale. La proposta accolta è quella che porta la firma dei capigruppo del Pdl Maurizio Gasparri e della Lega Federico Bricolo, e che "approva per intero" il testo del Governo e i contenuti della comunicazione svolta ieri in Aula dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, per spiegare ai senatori i motivi che hanno indotto il Governo ad approvare definitivamente il testo sul fisco municipale nonostante il mancato parere della commissione bicamerale.
Sarà ora la volta della Camera, che dovrà approvare il decreto entro il 17 marzo, cioè entro un mese dalla trasmissione del testo a Palazzo Madama, come previsto dall’iter. Che prevede anche la scadenza del 21 maggio per la delega governativa dell’intera operazione federalismo.
La strada, però, è ancora lunga. Chiusa la partita del fisco fiscale, toccherà ai decreti sul “fisco regionale” che introduce i costi standard della sanità (già all’esame della bicamerale, che avrà tempo fino all’11 marzo per esprimere il parere), quello sull’“armonizzazione dei bilanci” (ora all’esame della conferenza Stato-Regioni, che non l’ha però calendarizzato e non ha tempi limiti per esprimere il parere), quello su “premi e sanzioni per gli amministratori” (anch’esso in Stato-Regioni ma non calendarizzato e senza scadenza) e quello sulle “politiche di coesione” (assegnato alla bicamerale, che deve esprimersi entro il 3 aprile).
 

23 Febbraio 2011

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