Fine vita. Associazione Coscioni a Speranza: “Ora atti concreti e vincolanti nel rispetto dei diritti” 

Fine vita. Associazione Coscioni a Speranza: “Ora atti concreti e vincolanti nel rispetto dei diritti” 

Fine vita. Associazione Coscioni a Speranza: “Ora atti concreti e vincolanti nel rispetto dei diritti” 
Dopo la morte di Fabio Ridolfi, in una lettera al ministro della Salute l'associazione chede, al fine di evitare ogni forma “di ostruzionismo” da parte delle Aziende sanitarie, che sia emanato "un atto urgente vincolante per tutte le Regioni affinché gli organi del Servizio sanitario nazionale presso le Regioni garantiscano alle persone malate, che ne fanno richiesta, verifiche immediate e risposte in tempi brevi in applicazione della sentenza 242/19 della Corte costituzionale”.

Stamattina l’Associazione Luca Coscioni, presente ai funerali di Fabio Ridolfi con Marco Cappato e Matteo Mainardi, ha inviato una lettera al ministro Speranza (link alla lettera) per dar seguito al suo impegno annunciato nei giorni scorsi via stampa, contro le negligenze del Servizio sanitario nazionale nei confronti dei primi tre italiani che hanno chiesto l’accesso al suicidio assistito in Italia.

La tecnica, come noto, è oggi possibile a determinate condizioni grazie alla sentenza della Corte costituzionale Fabiano Antoniani/Cappato. I primi due malati che in Italia, a seguito di tale decisione, hanno ottenuto il parere del Comitato etico sulla sussistenza dei requisiti hanno infatti dovuto affrontare ostacoli che potevano essere evitati.

Fabio Ridolfi è stato costretto a scegliere la sospensione dei trattamenti di sostegno vitale, previa sedazione palliativa profonda, a causa dell’inerzia della pubblica amministrazione che ha causato ritardi e l’omissione della verifica sulle modalità per poter procedere. Fabio è morto dopo diverse ore il 13 giugno. “Mario” ha dovuto pagare la significativa cifra di 5 mila euro per la strumentazione necessaria e il farmaco per l’autosomministrazione. E addirittura “Antonio”, nonostante un ordine del giudice del tribunale di Fermo, attende da 20 mesi il parere e la verifica delle modalità per poter accedere al suicidio assistito.

“Chiediamo, o meglio chiediamo per l’ennesima volta dichiara Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni e codifensore delle tre persone – e dopo più diffide legali al Governo, che proprio al fine di evitare ogni forma “di ostruzionismo” da parte delle Aziende sanitarie, come dallo stesso Ministro dichiarato, che sia emanato un atto urgente vincolante per tutte le Regioni affinché gli organi del Servizio sanitario nazionale presso le Regioni garantiscano alle persone malate, che ne fanno richiesta, verifiche immediate e risposte in tempi brevi in applicazione della sentenza 242/19 della Corte costituzionale”. 

“Voglia infine il ministro – aggiunge Gallo su Mario – farci conoscere le modalità di rimborso delle spese che ha dovuto sostenere”.

15 Giugno 2022

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