Hcv. Prorogate di un anno le attività di Screening nazionale gratuito

Hcv. Prorogate di un anno le attività di Screening nazionale gratuito

Hcv. Prorogate di un anno le attività di Screening nazionale gratuito
È la terza proroga dal 2022 che arriva dalla Conferenza Stato Regioni e nasce dall’esigenza di garantire l’implementazione dello screening in tutto il territorio nazionale e consentire alle regioni già attive, lo svolgimento delle attività necessarie ad assicurare la massima estensione al programma. Alla fine del 2023 sceernati quasi due milioni di persone e identificati oltre 13mila casi di infezione attiva

Prorogate al 31 dicembre 2025 le attività dello screening nazionale gratuito per l’eliminazione del virus HCV.

A prorogare il termine delle attività, che sarebbe scaduto alla fine del 2024, la Conferenza Stato Regioni straordinaria di oggi. È la terza proroga dal 2022.

Lo screening – per il quale sono stati stanziati 71,5 milioni di euro per tutta la popolazione nata dal 1969 al 9 oltre che ai soggetti seguiti dai Serd i detenuti nelle carceri – è l’unico strumento in grado di raggiungere l’obiettivo di eliminare l’epatite C nel nostro paese.

La proroga, dal momento che la scadenza per la fine dell’anno è apparsa inadeguata, nasce dall’esigenza di garantire l’implementazione dello screening in tutto il territorio nazionale e consentire alle regioni già attive, lo svolgimento delle attività necessarie ad assicurare la massima estensione del programma.

La prematura interruzione dello screening rischierebbe infatti di compromettere la riuscita del programma di sanità pubblica che, seppur ancora in fase iniziale, ha consentito già di screenare al 31 dicembre 2023 quasi due milioni di persone e di identificare oltre 13mila casi di infezione attiva, persone che possono accedere alle terapie ed eliminare il virus prima che si manifestino le gravi conseguenze dell’infezione.

Non dovrebbero esserci inoltre criticità sui fondi in quanto quelli stanziati per lo screening e già erogati alle regioni, ha sottolineato il Ministero della Salute “potrebbero rimanere in buona parte non utilizzati”.

23 Dicembre 2024

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