In Stato-Regioni via libera a Riforma Irccs e innalzamento tetto spesa per assunzioni sul territorio. Ancora un rinvio sul riparto da 2,7 mld per il potenziamento dell’Adi

In Stato-Regioni via libera a Riforma Irccs e innalzamento tetto spesa per assunzioni sul territorio. Ancora un rinvio sul riparto da 2,7 mld per il potenziamento dell’Adi

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Via libera in Conferenza all’intesa sul Decreto legislativo per il riordino degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e al decreto con il riparto delle risorse per il potenziamento del personale per le nuove strutture territoriali previste dal Pnrr.

Via libera oggi in Conferenza Stato-Regioni all’intesa sullo schema di decreto legislativo delegato recante riordino della disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Il testo, tra l’altro, introduce criteri e standard internazionali per il riconoscimento e la conferma del carattere scientifico di IRCCS, con la valutazione dell’impact factor, della complessità assistenziale e l’indice di citazione, per garantire la presenza di sole strutture di eccellenza. Si definiscono, inoltre, le modalità di individuazione del bacino minimo di riferimento atte a rendere la valutazione per l’attribuzione della qualifica IRCCS più coerente con le necessità dei diversi territori.

Ok in Conferenza anche al riparto delle risorse (a valere sul fondo sanitario nazionale e quindi non aggiuntive) della misura prevista dalla Legge di Bilancio per l’assunzione, in deroga al tetto di spesa, di personale per le nuove strutture dell’assistenza territoriale (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Unità di continuità assistenziale e Centrali operative territoriali).

La misura prevede 90,9 mln per il 2022, 150,1 mln per il 2023, 328,3 mln per il 2024, 591,5 mln per il 2025 fino a 1,015 per il 2026 e ha proprio lo scopo “di sostenere il nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza sanitaria territoriale”. Il punto ora è capire se queste risorse basteranno anche se le Regioni hanno già fatto intendere che non sono sufficienti.

Rinviato ancora invece il riparto dei 2,7 mld previsti dal Pnrr per il potenziamento dell’assistenza domiciliare. A quanto si apprende la richiesta di rinvio dei presidenti è dovuta al fatto che Mef e Salute non hanno ancora condiviso la proposta delle Regioni sui nuovi criteri di riparto.

L.F.

L.F.

07 Dicembre 2022

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