Liste d’attesa oncologiche. Schillaci alla Camera: “Percorsi dedicati e incentivi al personale per garantire tempi certi”

Liste d’attesa oncologiche. Schillaci alla Camera: “Percorsi dedicati e incentivi al personale per garantire tempi certi”

Liste d’attesa oncologiche. Schillaci alla Camera: “Percorsi dedicati e incentivi al personale per garantire tempi certi”
Il ministro Schillaci ha illustrato alla Camera le misure per ridurre le liste d’attesa oncologiche: agende dedicate con Pdta, sperimentazione del modello PACC, incentivi economici per il personale sanitario e assunzioni semplificate di specializzandi. “Organizzazione efficiente e valorizzazione del personale per garantire tempi certi ai pazienti oncologici”, ha dichiarato.

Durante il question time alla Camera dei Deputati, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha risposto all’interrogazione di Francesco Saverio Romano (Nm), focalizzandosi sulle iniziative urgenti per superare le criticità legate alle liste d’attesa, con particolare riferimento alle visite di follow-up oncologiche.

Schillaci ha sottolineato che l’articolo 3, comma 8, del decreto-legge n. 73/2024 stabilisce che per le patologie cronico-degenerative e oncologiche devono essere previsti percorsi privilegiati, attraverso agende dedicate e Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (Pdta). Questi percorsi possono essere gestiti direttamente dallo specialista di riferimento o dalla struttura dedicata della Asl, con l’obiettivo di garantire l’accesso tempestivo alle prestazioni necessarie.

Il Ministro ha evidenziato che diverse regioni e province autonome stanno sperimentando il Percorso Ambulatoriale Complesso e Coordinato (PACC), un modello che ricalca il day-service e che sarà disciplinato nei principi generali dell’intesa per l’aggiornamento del Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2025-2027, attualmente al vaglio della Conferenza Stato-Regioni. Inoltre, il Comitato Lea ha costituito uno specifico sottogruppo per definire indicatori precisi per analizzare i tempi d’attesa.

Per affrontare la carenza di personale, Schillaci ha ricordato che l’80% dell’incremento del Fondo sanitario nazionale è stato destinato al rinnovo dei contratti della dirigenza medica e sanitaria. La legge di bilancio per il 2025 prevede misure per incentivare economicamente il lavoro nel Servizio sanitario nazionale, tra cui la proroga fino al 31 dicembre 2027 per assumere a tempo determinato gli specializzandi utilmente collocati nelle graduatorie per l’accesso alla dirigenza sanitaria e procedure semplificate per assumere professionisti iscritti dal secondo anno di specializzazione. Inoltre, è previsto un incremento delle indennità per i profili professionali del Servizio sanitario nazionale e una tassazione agevolata al 5% sui compensi per lavoro straordinario degli infermieri.

Infine, il decreto-legge n. 202 del 2024 introduce strumenti straordinari per il 2025, tra cui il reclutamento di specializzandi dal secondo anno con incarichi di lavoro autonomo, incarichi individuali per i professionisti sanitari e la possibilità per le aziende del Servizio sanitario nazionale di conferire incarichi a laureati in medicina. Schillaci ha concluso affermando che queste misure concrete rappresentano un approccio sistematico che unisce organizzazione efficiente e valorizzazione del personale, per garantire ai cittadini, soprattutto a quelli che affrontano un percorso oncologico, risposte certe e tempi di cura ragionevoli.

La replica di Romano. Grazie, signor Ministro. Sono soddisfatto di grande parte della sua risposta, anche perché molti dei provvedimenti che lei ha citato sono stati da noi sostenuti e alcuni altri proposti. Voglio ricordare che il gruppo Noi Moderati si è impegnato affinché gli specializzandi avessero un aumento di stipendio da 1.600 a 2.000 euro; così come ricordo la norma che, in una certa maniera, dispone una flat tax al 5 per cento per gli infermieri che fanno lavoro straordinario; così come le norme che riguardano l’extramoenia e l’intramoenia dei giovani medici specializzandi, per fare in modo che lavorino ancora nelle strutture, anziché scegliere di andare all’estero.

Però – e non è colpa sua – noi abbiamo avuto una riforma del Titolo V che attribuisce alle regioni le maggiori competenze e sappiamo perfettamente che anche in Conferenza Stato-regioni si morde il freno. Noi abbiamo sentito delle parole interessanti – che ci ha fatto piacere ascoltare – da parte del Presidente del Consiglio, Meloni, quando ci ha detto che, nelle difficoltà, sarebbero stati presi dei provvedimenti attraverso i poteri sostitutivi. Quello che le chiediamo è proprio questo, signor Ministro. Non è più tempo di aspettare le decisioni delle regioni, la situazione è drammatica, il Governo agisca con i poteri sostitutivi.

25 Giugno 2025

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