Manovra. L’Ufficio parlamentare di Bilancio avverte: “Non contempla potenziamento Ssn. Carenza personale ormai è emergenza ed estensione flat tax incentiva il lavoro privato”

Manovra. L’Ufficio parlamentare di Bilancio avverte: “Non contempla potenziamento Ssn. Carenza personale ormai è emergenza ed estensione flat tax incentiva il lavoro privato”

Manovra. L’Ufficio parlamentare di Bilancio avverte: “Non contempla potenziamento Ssn. Carenza personale ormai è emergenza ed estensione flat tax incentiva il lavoro privato”
È quanto emerge dall’audizione dell’Upb sulla Legge di Bilancio di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato: “Nell’orizzonte della programmazione finanziaria non sembra essere contemplato un potenziamento del sistema sanitario”. Ed emerge come “potrebbero essere necessari nuovi interventi, anche nel corso del 2023”. IL TESTO

“Malgrado l’incremento del finanziamento del Servizio sanitario nazionale (SSN) (2,15 miliardi per il 2023, 2,3 per il 2024 e 2,6 dal 2025), nell’orizzonte della programmazione finanziaria non sembra essere contemplato un potenziamento del sistema sanitario. La spesa sanitaria programmatica, stimata integrando le previsioni tendenziali contenute nella NADEF, nella versione rivista e integrata del 4 novembre scorso, con incrementi pari ai maggiori finanziamenti concessi (nell’ipotesi che vengano interamente utilizzati), si riduce fino al 6,1 per cento del PIL nel 2025, un valore inferiore anche rispetto al periodo pre-pandemia (6,4 per cento nel 2019, rispetto a una media UE del 7,9 per cento)”. Ad affermarlo è la Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), Lilia Cavallari, intervenuta ieri davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato riunite in seduta congiunta.

“Come già evidenziato in passato dall’UPB – ha proseguito – , la diffusione della pandemia ha contribuito ad aggravare alcuni problemi del SSN e, in particolare, la carenza di personale, che assume oggi i contorni di un’emergenza nazionale (il problema riguarda soprattutto gli infermieri e alcune categorie di medici, tra cui anestesisti e specialisti di emergenza-urgenza). La situazione dei servizi di pronto soccorso è ormai difficilmente sostenibile. Nel caso dei medici, le remunerazioni non sono state adeguate nel tempo e l’indennità specifica per il pronto soccorso non viene ancora corrisposta, mentre si diffondono forme contrattuali diverse dal lavoro dipendente, mediate da cooperative, con aumenti dei costi e un impatto sfavorevole sull’organizzazione dei servizi. L’estensione del regime forfettario per i lavoratori autonomi prevista dalla manovra potrebbe contribuire a incentivare l’opzione per la libera professione nel privato”.

“Di fronte a questa situazione, la mancanza di indicazioni sui contratti del pubblico impiego e il fatto che l’aumento dell’indennità di pronto soccorso arriverà solo dal 2024 fanno dubitare che la capacità attrattiva del SSN possa essere rafforzata, mentre sono ancora in corso ondate di contagi da COVID-19 e si stanno attuando sforzi per recuperare le prestazioni rinviate a seguito dell’emergenza sanitaria, l’erogazione dei nuovi livelli di assistenza determinati nel 2017 non è ancora completa e gli investimenti del PNRR richiederanno un incremento, sia pure progressivo, delle spese per la gestione dei nuovi servizi. Potrebbero essere necessari nuovi interventi, anche nel corso del 2023”, ha concluso.

06 Dicembre 2022

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