Manovra. Per gli italiani non è equa. Ma sono convinti che sia inevitabile

Manovra. Per gli italiani non è equa. Ma sono convinti che sia inevitabile

Manovra. Per gli italiani non è equa. Ma sono convinti che sia inevitabile
Lo rileva un sondaggio a caldo di “Repubblica/Ipr marketing”. Per il 70% degli italiani non c'è equità nelle misure e per il 65% poteva essere fatta diversamente. Ma sono molte le norme apprezzate. Dalla tassa sul lusso alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C.

Tempestivo sondaggio della Ipr Marketing, commissionato e pubblicato stamattina dal quotidiano Repubblica, per sondare a caldo le opinioni e i giudizi di merito sulle diverse misure del “pacchetto” Monti.

Il dato più rilevante è quello sull’equità della manovra. Per 7 italiani su 10 non è equa e di questo avviso, oltre agli elettori della Lega, sono però anche gli elettori di quasi tutti gli schieramenti politici di riferimento degli intervistati che hanno dato la fiducia a Monti. Fa eccezione l’elettorato del Terzo Polo, per il quale la manovra è equa nel 45% dei casi e giudicata iniqua “solo” nel 33% delle risposte.

Altro elemento di condivisione trasversale (sempre con l’eccezione del Terzo Polo) sul fatto che si poteva fare diversamente. La pensa così il 65% degli intervistati con estremi del 98% nell’elettorato della Lega  e del 31% del Terzo polo. In mezzo il Pd, il cui elettorato è spaccato a metà: il 49% pensa che si potesse fare una manovra diversa, il 46% pensa che non si poteva fare diversamente.

Ma su un dato sono tutti d’accordo, con l’eccezione del solo elettorato leghista: questa  manovra va comunque approvata. La pensa così il 75% degli elettori del Pd, il 67% di quelli del Pdl, l’89% del Terzo Polo, ma anche il 49% degli elettori di Di Pietro (solo il 27%  è contrario) nonostante il parere contrario dell’Idv espresso in Parlamento dopo la presentazione di ieri della manovra da parte di Mario Monti.

Venendo ai giudizi sulle singole misure, quelle più gradite agli italiani sono l’aumento delle tasse per auto di lusso, barche e aerei e quelle per la riorganizzazione delle Province che raccolgono il 90% di consensi. Subito dopo gli sgravi fiscali per chi assume donne e giovani, la soppressione di enti e la riduzione dei vertici delle autorithy, che rispettivamente piacciono all’87 e all’82% degli italiani.
Giudizi positivi anche per la tassazione dell’1,5% sui capitali “scudati” (79% di sì), sulla liberalizzazione degli orari dei negozi e della vendita dei farmaci in classe C (78% di favorevoli). Molto alta (68%) anche la percentuale di chi è d’accordo alla soppressione degli Ordini se entro il 13 agosto prossimo non si sarà fatto in tempo a riformarli.
Ma piace anche il passaggio al contributivo per tutti (60%), come pure l’aumento dell’Ici sulle seconde case (65%). Mentre al ripristino dell’imposta sulla prima casa è favorevole solo il 29%.
 

06 Dicembre 2011

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