Nomine Istituto tumori e chiusura Punti nascita Abruzzo. De Filippo risponde a due interrogazioni

Nomine Istituto tumori e chiusura Punti nascita Abruzzo. De Filippo risponde a due interrogazioni

Nomine Istituto tumori e chiusura Punti nascita Abruzzo. De Filippo risponde a due interrogazioni
Sulla nomina nel Cda dell’Istituto del figlio del sottosegretario allo Sviluppo economico Gentile il sottosegretario ha precisato che il “rapporto di filiazione non integra cause di inconferibilità o incompatibilità”. Sulla chiusura del Punto nascita di Atri: “Presente una ambulanza Stam attrezzata per il trasporto di neonati in termoculla in collegamento con i Punti Nascita di Chieti, Pescara e Teramo”.

Il sottosegretario Vito De Filippo ha risposto in commissione Affari sociali alla Camera a due interrogazioni.  La prima, la n. 3-02689, a prima firma del senatore Nicola Morra, sulla nomina del nuovo membro del consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale tumori.
 
La risposta del sottosegretario:
Premette che la Fondazione-Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, dotato di un Consiglio di Amministrazione composto da sette persone, di cui quattro designate dal Presidente della Regione Lombardia, una dal Sindaco di Milano, una dal Ministro della Salute ed una dai soci partecipanti della Fondazione, ove esistenti, o in caso negativo dalla Regione Lombardia.
 
Comunica che in data 16 settembre 2015, l’Avvocato Andrea Gentile è stato designato dal Ministro della salute componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto.
Al riguardo, fa presente che la normativa vigente, segnatamente l’articolo 3 del decreto legislativo n. 288/2003 e l’articolo 12 dello statuto della stessa Fondazione, non stabiliscono specifici requisiti per i componenti del Consiglio di Amministrazione. Non è quindi prescritto che i componenti del Consiglio debbano essere necessariamente medici o in possesso di competenze sanitarie.
 
Sottolinea che le competenze del Consiglio di Amministrazione sono stabilite nell’articolo 13 dello statuto della Fondazione e che esse non implicano il necessario possesso della laurea in medicina, ovvero di titoli di studio professionali in materie sanitarie: tra i componenti del Consiglio di Amministrazione designati dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano compaiono soggetti non in possesso di laurea in medicina, o di titoli di studio professionali in materie sanitarie (tra i componenti dell’organo collegiale, oltre all’Avvocato Gentile, figurano un diplomato ragioniere programmatore elettronico, designato dal Comune di Milano, un laureato in scienze politiche e un laureato in lettere moderne, designati dalla Regione Lombardia, due laureati in medicina e chirurgia ed un laureato in farmacia, anch’essi designati dalla stessa Regione).
 
Pertanto, pone in evidenza che la designazione dell’Avvocato Gentile, Dottore di ricerca in diritto penale delle scienze mediche e biotecnologiche e docente universitario a contratto presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli-LUISS di Roma, risponde ai criteri normativi in vigore; né rileva la circostanza che l’Avvocato Gentile sia il figlio dell’attuale Sottosegretario presso il Ministero dello sviluppo economico, poiché, da un lato, all’epoca della designazione, il Senatore Antonio Gentile non era stato investito dell’incarico governativo, e, dall’altro, tale rapporto di filiazione non integra cause di inconferibilità o incompatibilità.
 
La replica. Il senatore Nicola Morra (M5S), in sede di replica, si dichiara non soddisfatto della risposta: da essa, a suo giudizio, si desume che, al di là dei profili di legittimità formale, nel caso di specie la condotta del Ministero della salute è stata volta alla soddisfazione di interessi di natura privata e non al perseguimento dell'interesse pubblico.
 
Il sottosegretario ha poi risposto all'interrogazione n. 3-02577, a prima firma della senatrice Stefania Pezzopane, sulla chiusura di alcuni punti nascita nella regione Abruzzo.

La risposta del sottosegretario:
Sulla base dei dati trasmessi dalla Regione Abruzzo, Direzione Generale e Dipartimento Materno-Infantile, per il tramite della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo di Pescara, fa presente che l’ASL di Pescara, a cui la giovane partoriente di Atri (Teramo) si era rivolta il giorno 8 febbraio 2016, riferendo sintomi di travaglio, ha precisato che nel corso di quella giornata la paziente ha compiuto due accessi al Pronto Soccorso Ostetrico dell’Ospedale di Pescara, durante i quali sono state verificate le buone condizioni fisiche della donna ed è stata esclusa l’imminenza del parto.
 
Sottolinea che, contrariamente a quanto riportato dagli organi di informazione, non ci sono state né proposte né rifiuti di ricovero, come si può rilevare dalla documentazione sanitaria redatta all’atto delle consulenze. Inoltre, non corrisponde al vero la notizia che non vi fossero posti letto a disposizione; infatti se il ricovero della paziente fosse stato valutato necessario, il posto letto sarebbe stato disponibile.
 
Per quanto attiene ai fatti svoltisi il giorno seguente (9 febbraio 2016), risulta che, dopo una visita al Consultorio di Atri (Teramo), la paziente è stata accompagnata al Pronto Soccorso del locale Ospedale dove è stata sottoposta ai necessari controlli clinici.  Una volta valutate le buone condizioni sia della donna che del feto, in un primo momento è stato avviato il protocollo per un eventuale trasferimento al punto nascita più vicino. Successive valutazioni mediche hanno portato alla decisione – presa in accordo tra il medico ginecologo del Pronto Soccorso di Atri e quello del Punto Nascita del Presidio Ospedaliero di Teramo – di far partorire la donna ad Atri, dove il parto è avvenuto senza problemi ed in condizioni di assoluta sicurezza per la madre e per il neonato.
 
Soggiunge che, nel riferire le circostanze dell’episodio, le Autorità sanitarie regionali hanno posto in evidenza che, in presenza di condizioni di emergenza-urgenza di tipo ostetrico, ogni Pronto Soccorso di Presidio Ospedaliero privo di Punto Nascita è comunque in grado di stabilizzare la madre e di adottare tutte le necessarie determinazioni, così come previsto dal Protocollo Operativo per il trasporto perinatale in emergenza, approvato con decreto del Commissario ad Acta del 11 giugno 2015.  E’ stato inoltre precisato che presso il Presidio Ospedaliero di Atri è presente, così come previsto dal citato decreto regionale, una ambulanza STAM attrezzata per il trasporto di neonati in termoculla, e che la condizione del parto nella Città di Atri è validamente presidiata attraverso i collegamenti con i Punti Nascita di Chieti, Pescara e Teramo.
 
In conclusione, sottolinea che è stata esclusa l’esistenza di un nesso tra la chiusura del Punto Nascita di Atri e l’episodio preso in esame, il quale, pur non potendosi definire ordinario, è tuttavia ricorrente anche in altri Pronto Soccorso d’Italia.
 
La replica. La senatrice Pezzopane (PD), in sede di replica, si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta, poiché nell'ambito di essa non sono state trattate in maniera esaustiva tutte le questioni sollevate con l'atto di sindacato ispettivo.

29 Aprile 2016

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