Nuovi Lea. Simfer: “Sulla riabilitazione c’è ancora da lavorare”

Nuovi Lea. Simfer: “Sulla riabilitazione c’è ancora da lavorare”

Nuovi Lea. Simfer: “Sulla riabilitazione c’è ancora da lavorare”
La Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa sottolinea soprattutto tre obbiettivi: valorizzazione degli aspetti relativi alla continuità del percorso di cura e della presa in carico, individuazione di criteri congrui di valorizzazione economica per la copertura delle prestazioni di assistenza riabilitativa ospedaliera ed ambulatoriale e poi più chiarezza sulle modalità di prescrizione ed erogazione delle protesi.

L’iter di revisione dei Lea va avanti, ma si spera possa concludersi al più presto. È questo l’appello che arriva dalla Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (Simfer), dopo la recente approvazione da parte del Presidente Gentiloni e l’impegno espresso dal ministro Lorenzin a vigilare sulla loro applicazione.


La Simfer ritiene che siano stati compiuti dei passi importanti come l’introduzione di elementi innovativi e l’ adeguamento ai nuovi bisogni ed all’evoluzione tecnologica e scientifica, nonostante il particolare momento storico che vive l’economia.


La Società sottolinea come alcuni dei suggerimenti espressi durante l’iter legislativo siano stati accolti sia nel testo del Decreto, che nei recenti pareri delle Commissioni Affari Sociali della Camera e Igiene e Sanità del Senato.

“Come si riuscirà a dare un’ effettiva risposta ai bisogni delle persone che si rivolgono ai servizi riabilitativi – ha spiegato Paolo Boldrini, presidente Simfer – dipenderà, però, dalle modalità con cui si svilupperà la fase di attuazione e di monitoraggio. Restano ancora da definire aspetti importanti, anche collegati ad altri atti normativi, che andranno ad integrarsi con i Lea. Tali atti – ha continuato il Presidente – avranno un rilevante impatto sui concreti aspetti clinici ed organizzativi dell’assistenza”.

Per questo motivo la Società ha un’aspettativa chiara: che si proceda agli aggiustamenti necessari a perfezionare un provvedimento tanto atteso. Tre i punti fondamentali su cui, secondo la Simfer, bisognerebbe lavorare: valorizzazione  degli aspetti relativi alla continuità del percorso di cura e della presa in carico e individuazione dei criteri congrui di valorizzazione economica per la copertura delle prestazioni di assistenza riabilitativa ospedaliera ed ambulatoriale. Il terzo aspetto riguarda, infine, l’ assistenza protesica: “la Simfer – ha detto il presidente – riconosce gli aspetti positivi di aggiornamento delle modalità di erogazione, ma evidenzia la necessità di un aggiustamento, limitato ma clinicamente rilevante, per le modalità di prescrizione e di erogazione di alcuni dispositivi”.

19 Gennaio 2017

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