Obesità. “Attività fisica diventi un Lea e sia promossa anche attraverso la prescrizione del medico”. Schillaci al lavoro su un Piano ad hoc

Obesità. “Attività fisica diventi un Lea e sia promossa anche attraverso la prescrizione del medico”. Schillaci al lavoro su un Piano ad hoc

Obesità. “Attività fisica diventi un Lea e sia promossa anche attraverso la prescrizione del medico”. Schillaci al lavoro su un Piano ad hoc
Il Ministro della Salute annuncia: “Si sta lavorando alla definizione di un Programma Nazionale di Promozione dell'attività fisica che comprende anche la definizione delle modalità di prescrizione dell'esercizio fisico e di erogazione sul territorio nazionale. Ci troviamo di fronte ad una sfida importante, da affrontare insieme  e la chiave di volta è la prevenzione incoraggiando l'adozione di stili di vita salutari a partire da una corretta e sana alimentazione e dal contrasto alla sedentarietà”.

“Si sta lavorando alla definizione di un Programma Nazionale di Promozione dell’attività fisica che comprende anche la definizione delle modalità di prescrizione dell’esercizio fisico e di erogazione sul territorio nazionale”. L’annuncio è del ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto al ministero alla presentazione della giornata mondiale dell’obesità precisando che lo strumento potrebbe essere quello dei Lea per renderlo una prestazione “esigibile”.

“Ci troviamo di fronte ad una sfida importante, da affrontare insieme – ha spiegato il ministro – e la chiave di volta è la prevenzione incoraggiando l’adozione di stili di vita salutari a partire da una corretta e sana alimentazione e dal contrasto alla sedentarietà”.

“Il Ministero della Salute – ha aggiunto – è impegnato in strategie nazionali, con un ruolo attivo delle Regioni, in coerenza con gli obiettivi del Programma «Guadagnare salute» e del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025. Il Piano nazionale della Prevenzione prevede, quale strategia per ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie croniche non trasmissibili, la promozione di corretti stili di vita nella popolazione e nei soggetti a rischio e identifica il contrasto all’obesità e sovrappeso, la riduzione dell’inattività fisica e della sedentarietà, l’aumento del consumo di frutta e verdura, la riduzione del consumo eccessivo di sale e la promozione dell’utilizzo del sale iodato come `Linee strategiche di intervento´ che tutte le Regioni devono perseguire nei Piani Regionali della Prevenzione. Strategie in cui è importante anche il supporto dei medici di famiglia e dei pediatri per contribuire a promuovere l’adozione di stili di vita sani da parte di bambini, adulti e anziani. Anche l’alfabetizzazione sanitaria dev’essere intesa come un’importante dimensione educativa nelle scuole e il suo rafforzamento contribuisce alla promozione generale della salute”.

Il plauso dei pediatri e dei medici di famiglia

“Noi pediatri siamo quotidianamente impegnati nell’educazione sanitaria delle famiglie affinché i nostri ragazzi possano crescere sani. La promozione e il sostegno all’adozione di corrette abitudini, fin da piccolissimi, è parte integrante del DNA della nostra Professione – dichiara Antonio D’Avino, presidente FIMP. “Attraverso i cosiddetti “Bilanci di Salute”, i Pediatri di Famiglia realizzano periodicamente visite programmate che coinvolgono i bambini dalla nascita fino all’adolescenza. Il Pediatra di Famiglia, insieme ai genitori, valuta lo sviluppo e la salute complessiva dei più piccoli, ma anche lo stile di vita, inteso come alimentazione e attività fisica e/o sportiva. Non possiamo che esprimere al Ministro della Salute la piena disponibilità e supporto dei Pediatri di Famiglia per un confronto operativo al fine di rafforzare le strategie per promuovere la prevenzione in età pediatrica e adolescenziale”.

“È un’iniziativa lodevole quella del ministro ma noi lo facciamo da 20 anni, noi abbiamo già fatto addirittura il ricettario per la prescrizione dell’attività fisica secondo dei criteri che vanno in base all’età, al sesso, alle patologie. Il problema è che queste cose le fa la società scientifica e naturalmente vengono considerate iniziative d’elite ma l’attività fisica per noi è un trattamento preventivo e terapeutico fondamentale”. Ad affermarlo all’ANSA Claudio Cricelli presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) in merito alla definizione di un Programma Nazionale di Promozione dell’attività fisica che comprenda anche la definizione delle modalità di prescrizione dell’esercizio fisico e di erogazione sul territorio nazionale annunciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci. «Il movimento fisico, l’attività fisica programmata prescritta secondo dei criteri rigorosamente scientifici è un elemento fondamentale della salute – aggiunge Cricelli – Il movimento fisico addirittura probabilmente impatta su patologie cardiovascolari, diabete, metaboliche forse più anche dell’alimentazione. Noi siamo totalmente d’accordo e i nostri soci sono in condizioni di prescrivere l’attività fisica in maniera scientifica, quindi non in maniera occasionale, non consigliando genericamente di fare 3000, 5000, 10mila passi ma prescrivendo la tipologia esatta di attività fisica che deve essere fatta persona per persona, età per età, genere per genere e patologia per patologia”).

01 Marzo 2023

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