Orari di lavoro. Dopo il caso Ancona, una interrogazione del M5S

Orari di lavoro. Dopo il caso Ancona, una interrogazione del M5S

Orari di lavoro. Dopo il caso Ancona, una interrogazione del M5S
Dopo il caso dell’infermiere di Ancona che ha subito l'apertura di un procedimento disciplinare per la mancata risposta rispetto ad un ordine di servizio al personale di sala operatoria, privato del diritto al riposo normalmente riconosciuto per legge, il presidente del Gruppo M5s Camera, Andra Cecconi, presenta un’interrogazione rivolta al ministero della Salute.

Controllare che la normativa nazionale ed europea sugli orari di lavoro del personale sanitario venga adeguatamente applicata nel nostro Paese. È questo il fulcro dell’interrogazione che Andrea Cecconi, presidente del gruppo M5s della Camera ha rivolto al ministero della Salute.

“Nel caso in cui, come appare probabile – ha specificato Cecconi – il dicastero accertasse irregolarità al riguardo, chiedo se intenda porre in essere iniziative per garantire il rispetto della normativa europea sui turni e sui riposi obbligatori”.

L’ intervento del presidente arriva dopo la vicenda che ha coinvolto un infermiere dell’azienda ospedaliera di Ancona: “l’infermiere ha subito l'apertura di un procedimento disciplinare – a cui ha fatto seguito la sua audizione disciplinare – per la mancata risposta rispetto ad un ordine di servizio al personale di sala operatoria, privato del diritto al riposo normalmente riconosciuto per legge. Lo stesso direttore del personale dell'Azienda anconetana, in un intervento sulla stampa, ammetteva il diffuso ricorso a turni in contrasto con la normativa vigente. Questo caso è espressione di una situazione dalle dimensioni molto maggiori, rispetto alla quale le responsabilità dell’esecutivo sono ingenti. Se in Italia troppo spesso il diritto al riposo non è rispettato e tutelato, ciò è dovuto anche alla mancata assunzione di personale medico sanitario da parte dell’esecutivo e che chiediamo da tempo. Le 6 mila assunzioni promesse dal ministro Lorenzin a dicembre 2015 – ha concluso Cecconi – sono su un binario morto”.

02 Marzo 2017

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