Psicologi. De Biasi (PD): “A breve Ddl Lorenzin tornerà in commissione. Sì a riconoscimento come professione sanitaria”

Psicologi. De Biasi (PD): “A breve Ddl Lorenzin tornerà in commissione. Sì a riconoscimento come professione sanitaria”

Psicologi. De Biasi (PD): “A breve Ddl Lorenzin tornerà in commissione. Sì a riconoscimento come professione sanitaria”
Per il presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato “è ora di dare una svolta e di riconoscere appieno la professionalità”. E poi specifica: “Dopo un anno di attesa la commissione Bilancio sta per dare il suo parere. A quel punto il testo tornerà in Commissione Sanità, per il voto degli emendamenti e per il passaggio del disegno di legge all'Aula, che lo voterà e lo invierà alla Camera per la seconda lettura”.

“Spero potremo parlare presto dello psicologo come professione sanitaria”. Parole del  presidente della Commissione Sanità del Senato, Emilia De Biasi contenute in un messaggio scritto inviato ai partecipanti del convegno sullo sviluppo della psicologia ospedaliera organizzato dall’Ordine degli psicologi della Lombardia.
 
E per quanto riguarda i tempi affinché l’affermazione diventi realtà, nel suo messaggio De Biasi sottolinea che “dopo un'attesa lunga un anno, la Commissione Bilancio del Senato sta per dare il parere sugli emendamenti al disegno di legge Lorenzin sugli ordini professionali e sulla certificazione delle professioni sanitarie. A quel punto il provvedimento tornerà alla Commissione Sanità del Senato, che ho l'onore di presiedere, per il voto degli emendamenti e per il passaggio del disegno di legge all'Aula, che lo voterà e lo invierà alla Camera per la seconda lettura”.
 
Rivolgendosi direttamente agli psicologi il presidente della commissione Igiene e Sanità ha rimarcato poi come il “riconoscimento della vostra professione nell'ambito sanitario darà una mano al vostro pieno coinvolgimento nel sistema sanitario nazionale, negli standard ospedalieri, ma più in generale nell'applicazione del Patto per la Salute che prevede un diverso equilibrio fra ospedale e territorio, e dunque un diverso coinvolgimento, presumo più cogente, della vostra professione. A questo però aggiungerei l'esigenza di entrare in Europa alla pari con gli altri Paesi, con una medicina transfrontaliera che includa a pieno titolo la professione di psicologo, e la preservi dalla piaga dell'abusivismo professionale”.
 
“L’Oms – ha ricordato De Biasi – definisce la salute come benessere fisico e psichico, e basterebbe a segnalare l'importanza della vostra professione. Ma come dimostrano i fatti non è sempre così, e dunque avete ancora l'onere di suggerire risposte organizzative e identitarie non sempre raccolte dal Ministero e dalle Regioni”.
 
E in questo senso la senatrice ha affermato che “è ora di dare una svolta e di riconoscere appieno la vostra professionalità e i campi di intervento che non possono essere residuali, a maggior ragione nel tempo di una nuova medicina, di nuove patologie e di nuovi bisogni di cura da parte dei cittadini. La differenza rispetto al passato è grande: sempre di più non si muore, non si guarisce ma si convive con le malattie”.

18 Settembre 2015

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