Question time/4. Schillaci fa il punto su carenze personale in Puglia

Question time/4. Schillaci fa il punto su carenze personale in Puglia

Question time/4. Schillaci fa il punto su carenze personale in Puglia
"Nei pronto soccorso ospedalieri della Asl Brindisi, sono in servizio complessivamente 10 medici, mentre il piano triennale del fabbisogno del personale prevede per i tre pronto soccorso 45 unità. Il Dipartimento ha indicato inoltre che le procedure di reclutamento messe in atto non hanno consentito di colmare le necessità aziendali", spiega il ministro della Salute rispondendo a D'Attis (FI).

“Per quanto attiene alle situazioni relative alla realtà della sanità della provincia di Brindisi, il Dipartimento promozione della salute e del benessere animale della regione Puglia, ha comunicato che ad oggi, nei pronto soccorso ospedalieri della Asl Brindisi, sono in servizio complessivamente 10 medici, mentre il piano triennale del fabbisogno del personale prevede per i tre pronto soccorso 45 unità.

Del personale in servizio alcuni usufruiscono dei benefici previsti dalla legge n. 104 del 1992 o hanno limitazioni alla mansione specifica, prescritta dal medico competente. Questo determina un ulteriore aggravio nella copertura dei turni, soprattutto nelle fasce orarie dalle 20 alle 8. Il Dipartimento ha indicato inoltre che le procedure di reclutamento messe in atto non hanno consentito di colmare le necessità aziendali”.

Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo alla Camera al question time relativo alle carenze di medici in Puglia presentato da Mauro D’Attis (FI).

Di seguito la risposta integrale del ministro Schillaci.
“La questione sollevata rientra nella tematica importante della carenza delle risorse umane del Sistema sanitario nazionale che ormai va inquadrata come emergenza del personale sanitario, con rilevanti punte di caduta sulla sanità pugliese. Quando ho illustrato le linee programmatiche del mio incarico, ho anticipato che il mio impegno sarà finalizzato alla rivalutazione del trattamento economico del personale sanitario che opera nel Sistema sanitario nazionale. In tale direzione, vi è già nella legge di bilancio per il 2023 una disposizione che riconosce, a decorrere dal 2024, attese le particolari condizioni di lavoro, svolto dal personale della dirigenza medica e del personale del comparto, che opera nei pronto soccorso, un incremento di indennità, con un impegno di spesa di 200 milioni annui. Continuerò in questa direzione per garantire maggiori finanziamenti e per retribuire meglio gli operatori sanitari. Sono consapevole che i professionisti del Sistema sanitario nazionale si trovano oggi ad operare in un contesto sempre più difficile. Infatti, il reiterarsi, negli ultimi anni, delle manovre finanziarie di contenimento della spesa ed, in particolare, dei vincoli assunzionali ha finito per determinare nel tempo una grave carenza di personale che, unita al crescente innalzamento della relativa età media, ha portato inevitabilmente ad un forte deterioramento delle condizioni di lavoro, rendendo sempre più difficile assicurare qualità dell’assistenza e sicurezza delle cure. Le limitazioni al turnover, dettate da esigenze del contenimento della spesa, hanno finito nel tempo per avere importanti ricadute in termini di qualità del sistema stesso. Queste limitazioni hanno, inoltre, comportato un incremento di varie forme di precariato, con conseguente demotivazione di professionisti ed il concreto rischio che le prestazioni assistenziali vengano affidate a soggetti non sempre in possesso delle necessarie competenze. Per rimediare agli errori del passato ribadisco il mio impegno a trovare risorse necessarie per superare il blocco del turnover ma, soprattutto, a mettere in campo una strategia generale che riveda l’intero assetto relativo al reclutamento del personale sanitario, con misure di carattere sistematico, anche intervenendo – d’intesa con il Ministero dell’Università – sul tema degli accessi ai corsi universitari e alle scuole di specializzazione.

Per quanto attiene alle situazioni descritte, relative alla realtà della sanità della provincia di Brindisi, il Dipartimento promozione della salute e del benessere animale della regione Puglia, ha comunicato che ad oggi, nei pronto soccorso ospedalieri della ASL Brindisi, sono in servizio complessivamente 10 medici, mentre il piano triennale del fabbisogno del personale prevede per i tre pronto soccorso 45 unità. Del personale in servizio alcuni usufruiscono dei benefici previsti dalla legge n. 104 del 1992 o hanno limitazioni alla mansione specifica, prescritta dal medico competente. Questo determina un ulteriore aggravio nella copertura dei turni, soprattutto nelle fasce orarie dalle 20 alle 8. Il Dipartimento ha indicato inoltre che le procedure di reclutamento messe in atto non hanno consentito di colmare le necessità aziendali.

Con riferimento all’episodio del 16 novembre 2022, il Dipartimento della regione rappresenta che il turno di servizio dalle 20 alle 8 dei dirigenti medici del pronto soccorso del presidio ospedaliero «Perrino» di Brindisi era regolarmente coperto da due unità. In merito alle circostanze dettagliate, il Dipartimento ha segnalato che è stata istituita un’apposita commissione interna per acquisire tutte le informazioni utili ad una puntuale ricostruzione degli eventi. Questa attività è però ancora in corso. Mi riservo ogni ulteriore iniziativa, anche di carattere ispettivo, all’esito dei lavori della summenzionata commissione”.

In sede di replica Mauro D’Attis (FI) ha risposto: “Grazie, signor Ministro, per aver raccontato cosa è accaduto fino ad oggi rispetto alla mancata programmazione dei Governi precedenti. Grazie per aver evidenziato, anche indirettamente, la mancata programmazione della regione di cui stiamo parlando, una regione che – lo ricordo – è quasi da vent’anni gestita dal centrosinistra e da quasi dieci anni dall’attuale presidente Emiliano che, addirittura, è stato anche assessore alla sanità.

Grazie per aver aperto una finestra importante, perché è bene che si comprenda, con riferimento soprattutto alla regione Puglia, che è vero che il Titolo V attribuisce la gran parte delle competenze in materia sanitaria alla regione – in questo caso, alla regione Puglia – ma è anche vero che i fondi alle regioni vengono concessi dallo Stato italiano, quindi dal Governo nazionale, dal Parlamento. Si tratta di soldi dei cittadini, e su quei soldi, sulla loro gestione occorre vigilare. Riteniamo di essere soddisfatti della risposta perché apre la finestra alla possibilità di ispezione su quanto denunciato e su quanto da mesi, con i colleghi Caroppo, Gatta, Dalla Chiesa e De Palma, stiamo denunciando a livello nazionale e continueremo a farlo. Si tratta della vita delle persone e della salute dei pugliesi e su questo non ammettiamo sconti a nessuno”.

18 Gennaio 2023

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