Quirinale. Napolitano si è dimesso. Inizia la corsa al nuovo Presidente

Quirinale. Napolitano si è dimesso. Inizia la corsa al nuovo Presidente

Quirinale. Napolitano si è dimesso. Inizia la corsa al nuovo Presidente
Sarà ora il presidente del Senato Pietro Grasso a svolgere le funzioni di presidente supplente della Repubblica. Secondo l'Ansa l’ipotesi a cui si sta lavorando è quella di una prima elezione per il 29 gennaio. La quarta, quella in cui Renzi ha scommesso per l'elezione del nuovo capo dello Stato, potrebbe tenersi il 2 febbraio.

Questa mattina alle 10,35 Giorgio Napolitano si è dimesso dalla carica di Capo dello Stato. Da quel momento dunque il presidente del Senato, Piero Grasso, ha assunto la supplenza al Quirinale e ha lasciato quindi Palazzo Madama. “Lascio l'Aula perché il segretario generale del Quirinale mi deve dare comunicazioni”. Con queste parole Grasso ha sospeso la seduta di palazzo Madama sulla riforma della legge elettorale per comunicare l'arrivo di Donato Marra che gli ha consegnato la lettera di dimissioni di Giorgio Napolitano e la conseguente assunzione della supplenza. “L'aula mi mancherà”, ha detto Grasso, aggiungendo: “so che qualcuno dirà 'lei non ci mancherà', lo metto nel conto. Spero di tornare presto”. La funzione di presidenza del Senato sarà assolta dalla vicepresidente Valeria Fedeli del partito democratico.
 
Successivamente Donato Marra ha lasciato palazzo Madama e si è recato alla Camera per consegnare alla presidente Laura Boldrini, la stessa comunicazione, ovvero la lettera di dimissioni di Napolitano.
 
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dopo aver salutato il Capo dello Stato anche da Twitter, lanciando l’hashtag #GraziePresidente, ha convocato il Consiglio dei Ministri per dare le sue comunicazioni al governo, come riferisce una nota di Palazzo Chigi.
 
A questo punto, esauritesi le formalità, si apre ufficialmente la fase politica che dovrà portare all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. L’Ansa, che cita “qualificate fonti parlamentari di maggioranza”, prova ad ipotizzare un calendario. L'ipotesi a cui si starebbe lavorando, riferisce l’agenzia di stampa, è quella di fissare il primo voto per il presidente alle ore 15 del prossimo 29 gennaio. Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza dei due terzi dell'Assemblea (pari a 672 voti) mentre dalla quarta votazione, quella in cui Renzi ha scommesso per l'elezione del nuovo capo dello Stato, e che potrebbe tenersi il 2 febbraio. si scende a 505, ovvero la maggioranza assoluta.

14 Gennaio 2015

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