Regionalismo differenziato. La Cgil contro il progetto: “L’autonomia senza diritti si chiama secessione”

Regionalismo differenziato. La Cgil contro il progetto: “L’autonomia senza diritti si chiama secessione”

Regionalismo differenziato. La Cgil contro il progetto: “L’autonomia senza diritti si chiama secessione”
Conferenza stampa oggi del sindacato sul regionalismo differenziato. Dettori: "Si lavora a una divisione del Paese con effetti pesanti su sanità, istruzione, lavoro e ambiente". Camusso: "Difendere i livelli essenziali delle prestazioni".

“Nonostante l'utilità di un sistema istituzionale decentrato, in tutte le regioni italiane devono essere garantiti i diritti fondamentali e i livelli essenziali delle prestazioni sociali e di quelle che riguardano sanità, non autosufficienza, istruzione, sistema integrato, lavoro e ambiente”. È di questo che si è discusso oggi, 14 novembre, nella sede della Cgil nazionale a Roma, durante una conferenza stampa sull'autonomia differenziata (attuazione dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione), a cui hanno partecipato il segretario generale Susanna Camusso e quello confederale Rossana Dettori.
 
“La ragione per cui abbiamo organizzato questa iniziativa – ha affermato Dettori – è che siamo profondamente preoccupati dal sostanziale silenzio che c'è intorno al tema del regionalismo differenziato. Il governo ci sta lavorando, la questione è presente nel “contratto” tra Lega e Movimento 5 Stelle, eppure la stampa non ne parla e i cittadini non ne sanno nulla”.

L'applicazione non controllata dell'articolo 116 della Costituzione, invece, per la Cgil avrà conseguenze molto gravi “sull'esigibilità dei diritti dei cittadini di questo Paese, sia sui diritti di cittadinanza che su quelli sociali”. Nella richiesta di applicazione dell'autonomia avanzata dalla Regione Veneto, infatti, per Dettori “c'è un principio non condivisibile”, perché “contraddice la costituzione e si avvicina pericolosamente al secessionismo. La richiesta di autonomia, tra l'altro, arriva ora da 13 regioni. Ma, se tutto ciò dovesse trovare compimento, senza aver prima definito dei livelli essenziali delle prestazioni per tutti i cittadini del Paese, il rischio è di avere 20 regioni differenti”.
 
È quello che già succede sui livelli essenziali nella Sanità, e in altri campi come possono già sperimentare molti cittadini. ”Noi – ha continuato Dettori- siamo particolarmente preoccupati per l'istruzione, le cui disuguaglianze diventerebbero strutturali”. E lo stesso vale per l'ambiente, “si pensi a i condoni e alla gestione delle infrastrutture”. Il rischio per la Cgil è dunque “il caos istituzionale”. Anche per quanto riguarda il lavoro, “un diritto che dovrebbe essere in capo ad ogni cittadino, e che rischia di diventare un'opportunità, regolata addirittura da contratti regionali”.

“Una scelta come quella che si delinea in Veneto e in Lombardia avrebbe degli impatti pesanti anche sull'economia di un Paese che vive una situazione molto delicata- ha poi detto Susanna Camusso -. Per una via silenziosa, si stanno trattando questioni importanti che hanno effetti sul bilancio nazionale”.
 
Per Camusso, l'Italia è già un Paese con molte disuguaglianze che crescono, ma c'è anche un problema che riguarda lo sviluppo: “L'autonomia differenziata senza controllo potrebbe determinare una concorrenza sleale, e determinare una diversa attrattività del lavoro da una regione all'altra. Quindi saremmo di fronte a un doppio svantaggio per alcune aree.” Il segretario generale della Cgil si stupisce “di come non ci si accorga che le disuguaglianze rallentano l'economia nazionale”, e del fatto che anche gli amministratori del Mezzogiorno si accodino a questo vento secessionista. Un'autonomia incontrollata, infatti, porterebbe a un aumento di disuguaglianze che già esistono. “Sull'istruzione – ha continuato Camusso – sarebbe una divaricazione non nuova, ma che creerebbe differenze anche in prospettiva. Mentre oggi, pur con limiti evidenti e grosse difficoltà, l'Italia garantisce un principio di eguaglianza, sia nell'accesso ai sistemi di formazione sia per quanto riguarda le condizioni dei lavoratori”.
 
“L'idea dei contratti regionali nella scuola – ha concluso Camusso – aprirebbe infatti un problema sulla libertà di insegnamento, che piegherebbe il diritto all'istruzione alle contingenze delle singole situazioni regionali. Bisogna invece spiegare ai cittadini che non si parla di ingegneria istituzionale, ma di questioni che incidono sula vita delle persone e sulla situazione economica del Paese”. Quindi “bisogna stare all'erta”. Perché “il federalismo è una cosa, la secessione è un'altra. Alcune materie non possono essere differenziate”.

14 Novembre 2018

© Riproduzione riservata

Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti
Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto PA nei giorni scorsi, il provvedimento che contiene misure urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione. Tra le norme...

Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno
Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno

Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che definisce i posti disponibili per l'immatricolazione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina...

Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata
Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata

Il Ministero ha raggiunto gli obiettivi previsti per il pagamento da parte dell’Europa della IX rata del PNRR Missione salute. Si tratta dei due target relativi all’utilizzo del Fasciolo Sanitario...

Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa
Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa

Prosegue il monitoraggio delle ondate di calore e la campagna di informazione del Ministero della Salute per limitare gli effetti delle alte temperature sulla salute, in un'estate caratterizzata da ripetuti...