Responsabilità professionale. A che punto siamo? Intervista al relatore Federico Gelli 

Responsabilità professionale. A che punto siamo? Intervista al relatore Federico Gelli 

Responsabilità professionale. A che punto siamo? Intervista al relatore Federico Gelli 
Il relatore del ddl e responsabile sanità del PD fa il punto con Quotidiano Sanità sulla legge che cambierà il profilo penale e civilistico della responsabilità dei sanitari. "Ad oggi presentati circa 220 emendamenti. La settimana prossima chiederò al presidente della commissione di accelerare la calendarizzazione del provvedimento". Ma una una parte delle norme potrebbe essere anticipata nella legge di stabilità: "È un'ipotesi che al momento il governo sta valutando"

E’ scaduto ieri il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge sulla responsabilità professionale. In tutto se ne contano circa 220. A fare il punto della situazione in questa intervista a Quotidiano Sanità è il responsabile del Partito Democratico e relatore del testo in commissione Affari Sociali, Federico Gelli.

On. Gelli, ieri è scaduto il termine temporale per la presentazione di emendamenti al ddl sulla responsabilità professionale. In tutto quanti sono?
Sì il termine è scaduto ieri mattina alle ore 12. In tutto sono state presentate circa 220 proposte di modifica.
 
A questo punto che si farà?
Ora passeremo ad esaminarne il contenuto. La settimana prossima poi, alla luce delle proposte dei colleghi, presenterò i miei emendamenti e chiederò al presidente della commissione di accelerare la calendarizzazione del provvedimento. Si tratta di un passaggio molto importante che si inserisce in un’azione più ampia di contrasto alla medicina difensiva che include anche il recente decreto sull’appropriatezza.
 
Proprio sul decreto appropriatezza le prese di posizione contrarie e le polemiche sollevate dai sindacati medici non accennano a diminuire.
E’ vero. La lotta all’inappropriatezza è però doverosa. Non possiamo continuare a sprecare come se nulla fosse miliardi ogni anno per prestazioni superflue. I primi a denunciare questo problema negli anni sono stati gli stessi medici. Detto questo, va fatta chiarezza su due punti di fondamentale importanza.
 
Quali?
Il primo è che il cittadino mantiene intatti gli stessi diritti alle cure di cui ha goduto fino ad oggi. Anzi, in questo modo il governo sta cercando di far sì che tutte quelle persone che debbano effettivamente essere sottoposte ad esami diagnostici possano farlo in tempi certi riducendo le attuali lunghissime liste d’attesa. C’è poi da chiarire che si tratta di una misura che non va contro i medici. Non a caso in questi giorni sul tema delle sanzioni economiche si sono registrate aperture a possibili mediazioni sia da parte del ministro della Salute Lorenzin che dallo stesso dal premier Renzi. Il nostro intento è quello di portare avanti una battaglia contro la medicina difensiva insieme ai medici, di certo non contro di loro.
 
A proposito di medicina difensiva, un’ altra arma per contrastare questo fenomeno verrebbe poi dall’approvazione proprio del ddl di cui lei è relatore.
Esattamente. Vogliamo tendere una mano ai camici bianchi facendo sì che possano svolgere il loro lavoro con la giusta tranquillità e senza la perenne minaccia di una possibile causa ai loro danni. Nel testo cerchiamo un giusto equilibrio tra il diritto dei medici di prestare servizio con serenità e quello dei pazienti di essere risarciti in caso di colpa. Nel disegno di legge sono presenti diverse misure indirizzate proprio ai pazienti, ad esempio, voglio ricordare la proposta di istituire un fondo di solidarietà per l’indennizzo delle vittime da alea terapeutica.
 
Quali tempistiche possiamo aspettarci per un’approvazione definitiva del testo?
Ora, come dicevo, passeremo ad esaminare tutti gli emendamenti presentati. Personalmente continuerò ad accelerare per arrivare all’approvazione di un testo definitivo in commissione nel minor tempo possibile. Questa legge è stata attesa da troppi anni dagli operatori della sanità, se ne è parlato per troppo tempo senza riuscire ad arrivare ad una conclusione. Ora è arrivato il momento di portare a casa questo provvedimento.
 
Esiste una possibilità che il ddl venga inserito nella prossima legge di stabilità?
Questa possibilità esiste. Diciamo che si tratta di un’ipotesi che al momento il governo sta valutando. Una parte del testo potrebbe anche essere inserita nella prossima legge di stabilità. In ogni modo, ora l’importante è portare a termine l’iter parlamentare e dare una risposta concreta alle richieste di medici e pazienti. 
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

01 Ottobre 2015

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