Riabilitazione. Le nuove (e molto discusse) linee guida e i criteri di appropriatezza tornano in Stato-Regioni. Prevista sperimentazione

Riabilitazione. Le nuove (e molto discusse) linee guida e i criteri di appropriatezza tornano in Stato-Regioni. Prevista sperimentazione

Riabilitazione. Le nuove (e molto discusse) linee guida e i criteri di appropriatezza tornano in Stato-Regioni. Prevista sperimentazione
I due documenti che riformano l’area della riabilitazione territoriale e ospedaliera tornano all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni dopo che lo scorso 20 febbraio era stato rinviato l’esame. Al momento non vi sarebbero modifiche ai testi che molte polemiche hanno creato in questi anni, soprattutto sulla soglia del 20 per cento per i ricoveri provenienti da domicilio. Accolta invece la richiesta delle Regioni di fare un anno di sperimentazione.

Tornano all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni le "Linee di indirizzo per la individuazione di percorsi appropriati nella rete di riabilitazione" e l’intesa sui "Criteri di appropriatezza dell'accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera".
 
Sui due documenti che nelle intenzioni del Ministero della Salute intendono rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale l’attività di riabilitazione, sono frutto di un lungo e travagliato lavoro scandito da molte polemiche, soprattutto sulla soglia del 20 per cento per i ricoveri provenienti da domicilio.
 
L’iter dei testi è stato molto travagliato, dopo quasi un paio d’anni di lavoro a luglio scorso furono trasmessi alle Regioni e furono messi solo lo scorso 20 febbraio all’ordine del giorno della Stato-Regioni. La loro approvazione fu però rinviata anche perché i dubbi delle Regioni erano parecchi e anche le polemiche intorno ai documenti sono state molteplici, sia da parte delle strutture erogatrici sia da parte delle associazioni dei pazienti.
 
Ed ecco però che i testi riapprodano in Stato-Regioni, e a quanto si apprende senza modifiche, anche se il Ministero ha accolto l’avvio di una sperimentazione di un anno senza alcun effetto amministrativo in particolare per il cod. 56. Previsto poi al termine della sperimentazione e della relativa valutazione positiva effettuata di concerto con le Regioni, sarà attivato il nuovo sistema dei criteri di appropriatezza previsti dal DM.
 
In ogni caso domani si riunirà la Commissione Salute delle Regioni per analizzare la questione prima della Conferenza dei presidenti e della successiva Stato-Regioni dove si vedrà se i testi subiranno un nuovo rinvio o riceveranno il semaforo verde.
 
 
L.F.

L.F.

16 Giugno 2020

© Riproduzione riservata

Manovra. Bocciatura unanime della Conferenza delle Regioni che avverte: “Fondo sanitario insufficiente, così a rischio la garanzia dei Lea”
Manovra. Bocciatura unanime della Conferenza delle Regioni che avverte: “Fondo sanitario insufficiente, così a rischio la garanzia dei Lea”

La manovra aumenta le risorse per la sanità, ma per le Regioni non è abbastanza. E il problema, avvertono i presidenti, non è soltanto la difficoltà di far quadrare i...

Schillaci difende la manovra alla Camera: “Non ci sono tagli, per la sanità i fondi non bastano mai”. Faraone (Iv): “È prigioniero politico nel Governo”
Schillaci difende la manovra alla Camera: “Non ci sono tagli, per la sanità i fondi non bastano mai”. Faraone (Iv): “È prigioniero politico nel Governo”

Per Orazio Schillaci, nella legge di bilancio non c'è la parola "tagli". Per Davide Faraone, invece, il problema è tutto in quei 3,1 miliardi che mancano rispetto ai 5,5 richiesti...

Camerae Sanitatis. Intervista a Silvia Roggiani (PD): “Sanità, serve arrivare al 7,5% del Pil”. E sul payback: “Il sistema non ha funzionato”
Camerae Sanitatis. Intervista a Silvia Roggiani (PD): “Sanità, serve arrivare al 7,5% del Pil”. E sul payback: “Il sistema non ha funzionato”

Un finanziamento della sanità pari ad almeno il 7,5% del Pil, investimenti strutturali sul personale e una rete territoriale pienamente operativa. Ma anche una revisione del payback farmaceutico, che ha...

Liste d’attesa. Schillaci: “Due milioni di prestazioni in più nei primi 9 mesi del 2026”. E screening mammografico esteso dai 45 ai 49 anni
Liste d’attesa. Schillaci: “Due milioni di prestazioni in più nei primi 9 mesi del 2026”. E screening mammografico esteso dai 45 ai 49 anni

"Il Fondo sanitario è al livello più alto e continua a crescere, ma un sistema non è adeguato solo per quanto mette dentro, lo è per come quelle risorse poi...