Rizzotti (FI): “Usare il Mes per ricostruire il Ssn”

Rizzotti (FI): “Usare il Mes per ricostruire il Ssn”

Rizzotti (FI): “Usare il Mes per ricostruire il Ssn”
"Mettiamo da parte le ideologie e cerchiamo di essere pratici senza dover ricorrere obbligatoriamente ad altri sistemi che ugualmente porterebbero il nostro Paese a creare nuovo debito. Se vogliamo davvero imparare una lezione da questo periodo, dobbiamo provare a lasciarci alle spalle l'Italia degli ospedali incompiuti o delle assunzioni in sanità come bacini elettorali"

"Utilizzando i fondi del Mes l'Italia in questi mesi avrà un'occasione storica per tornare a dotarsi di una strategia nazionale di lungo termine e ripensare alla struttura e al funzionamento di un Sistema Sanitario che negli ultimi anni è stato progressivamente definanziato e abbandonato". Così la vicepresidente dei senatori di Forza Italia, Maria Rizzotti, nel corso della dichiarazione sul ddl Cefalee in corso a palazzo Madama.
 
La parlamentare azzurra esprimendo "contrarietà" per la sostanziale "invarianza finanziaria che indebolisce la proposta di legge sulle cefalee", ha sottolineato il voto favorevole al riconoscimento della patologia come malattia sociale ma ha anche evidenziato che ora "occorre concentrarsi sullo sviluppo della medicina territoriale organizzata, fatta di distretti, ambulatori, assistenza domiciliare, gestione delle cronicità, vicinanza ai più deboli e residenze sociosanitarie, che in alcune parti del Paese non esistono proprio o sono molto insufficienti".
 
"Questi fondi tanto bistrattati potrebbero servire ad esempio a rimodernare tutte quelle apparecchiature vetuste che non possono più avere una vera manutenzione e che lavorando poco e male non solo contribuiscono alle lunghe liste d’attesa ma, cosa ancora più grave, forniscono diagnosi errate, come i vecchi mammografi, che spesso danno falsi negativi mettendo a rischio la salute delle donne. Mettiamo da parte le ideologie – ha continuato Rizzotti – e cerchiamo di essere pratici senza dover ricorrere obbligatoriamente ad altri sistemi che ugualmente porterebbero il nostro Paese a creare nuovo debito – ha concluso – Se vogliamo davvero imparare una lezione da questo periodo, dobbiamo provare a lasciarci alle spalle l'Italia degli ospedali incompiuti o delle assunzioni in sanità come bacini elettorali, e puntare invece a costruire un Paese nel quale ci siano ovunque reti di servizi socio-sanitari territoriali capillari ed efficienti, diagnostica, prevenzione, amministrazione sanitaria, e cura a lungo termine e naturalmente finanziamenti che aiutino i cittadini a credere che il luogo in cui vivono garantisce loro i migliori livelli di assistenza".

08 Luglio 2020

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