Sblocco tetto personale. Carnevali (PD): “Emendamento è timido passo avanti ad isorisorse. Servono certezze e più coraggio per futuro”

Sblocco tetto personale. Carnevali (PD): “Emendamento è timido passo avanti ad isorisorse. Servono certezze e più coraggio per futuro”

Sblocco tetto personale. Carnevali (PD): “Emendamento è timido passo avanti ad isorisorse. Servono certezze e più coraggio per futuro”
L'emendamento consente “spazi di spesa” del 5% in più rispetto all'incremento di 1 miliardo del fondo sanitario, circa 50 milioni, pari a 500 unità, se come riferimento prendiamo i dirigenti medici. Avendo però deciso come base di calcolo il costo del personale in servizio al 31/12/ 2018 l’incremento di unità avvantaggerà le regioni che meno in questi anni hanno ottemperato alla riduzione della spesa, le meno “virtuose”.  L’altro effetto amaro è che si “storicizza” la perdita di personale di questo decennio.

Lo sblocco della spesa del personale è cosa buona ma un pò meno giusta ed equa e vediamo le ragioni. Consiglierei toni meno trionfalistici, perchè si tratta per il momento di una timida apertura. Superare il “fatidico” vincolo di spesa del 2004 ridotto dell’ 1,3 % (uno – 0,1 era già stato fatto nel 2017) in vigore da 10 anni è indispensabile ed inderogabile per l’impatto aggiuntivo della cd “quota 100”.
 
Nei prossimi 5 anni andranno via tra 35 e 40 mila medici specialisti, ma con la possibilità di pensionarsi a 62 anni anziché i 65 attuali, gli esodi dal Ssn potrebbero essere molti di più, senza contare l’intero comparto. Il sistema sanitario non può più reggere ulteriori dimagrimenti sia di finanziamento che del personale senza mettere a rischio il diritto alla salute e senza logorare ulteriormente il personale in servizio.
 
Per fortuna il governo precedente ha lasciato in eredità quel miliardo in più programmato nel 2018, confermato nella legge di bilancio 2019, oltre i soli 150 milioni di euro per l’infrastruttura tecnologica per facilitare la governance delle liste d'attesa messi dall’attuale governo. La proposta emendativa del ministro Grillo, che avverrà nel primo provvedimento utile (quale?) ed approvata dalle regioni, avviene però ad iso risorse. Consente “spazi di spesa” del 5% in più, proprio su quel miliardo, circa 50 milioni a valere sul fondo sanitario, pari a 500 unità, se come riferimento prendiamo i dirigenti medici.

Avendo però deciso come base di calcolo il costo del personale in servizio al 31/12/ 2018 l’incremento di unità avvantaggerà le regioni che meno in questi anni hanno ottemperato alla riduzione della spesa, le meno “virtuose”. L’altro effetto amaro è che si “storicizza” la perdita di personale di questo decennio circa 40 mila unità ed il recupero del contingente di personale sarà quindi molto lungo per molte regioni, sopratutto quelle in piano di rientro, a cui si aggiunge l'impatto della cd “quota 100” e la necessità di colmare l'imbuto formativo di nuove specializzazione. In questa situazione devono essere garantiti i 2 miliardi di euro di finanziamento del fondo sanitario previsti nella legge di bilancio per il 2020, legati a doppio filo dalle previsioni irrealizzate di crescita del Pil. 
 
Infine rimane incomprensibile la scelta del governo di aver respinto al mittente tutti gli emendamenti del Pd che miravano a dare validità pluriennale ai futuri concorsi; la ministra Grillo ci spieghi le ragioni di tanta contrarietà ad un indirizzo che garantirebbe meno costi e più velocità di recupero del turnover.
 
Elena Carnevali
Presidenza del Gruppo PD alla Camera 
Commissione Affari Sociali

Elena Carnevali

24 Marzo 2019

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