Sblocco tetto spesa personale Ssn. Question time di Bongiorno: “Presto decreto legge in CdM”

Sblocco tetto spesa personale Ssn. Question time di Bongiorno: “Presto decreto legge in CdM”

Sblocco tetto spesa personale Ssn. Question time di Bongiorno: “Presto decreto legge in CdM”
La carenza medici è all'attenzione del Governo sia con una "specifica disposizione del decreto-legge 'quota 100' che prevede per gli enti del Ssn di conteggiare, ai fini delle nuove assunzioni, anche le cessazioni effettuate in corso d'anno", sia con la misura elaborata dalla Salute che entrerà in "un decreto-legge (probabilmente il Dl Crescita) che verrà approvato prossimamente al Consiglio dei ministri" con il quale "è stato finalmente eliminato l'obbligo di rispettare il tetto di spesa relativo all'anno 2004", così il ministro per la Pubblica Amministrazione rispondendo alla Camera all'interrogazione di Madia (Pd).

"Per quanto riguarda le carenze del personale medico, una specifica disposizione del decreto-legge 'quota 100' che prevede per gli enti del Servizio sanitario di conteggiare, ai fini delle nuove assunzioni, anche le cessazioni effettuate in corso d'anno; con un decreto-legge che verrà approvato prossimamente al Consiglio dei ministri è stato finalmente eliminato l'obbligo di rispettare il tetto di spesa relativo all'anno 2004". La norma fortemente voluta dal Ministero della Salute dovrebbe entrare nel Dl Crescita.
 
Ad annunciarlo è stato oggi in aula alla Camera il ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, rispondendo all'interrogazione sulle iniziative per il superamento del blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, presentata da Maria Anna Madia (Pd).
 
Questa la risposta integrale del ministro:
 

"Rispondo, segnalando preliminarmente che, per la prima volta, questo Governo ha garantito il turnover al 100 per cento per tutte le amministrazioni pubbliche e con la legge di bilancio di quest'anno sono state autorizzate assunzioni straordinarie per un numero di unità reclutabile per entità delle risorse che non hanno nessun tipo di precedente.
 
Con specifico riguardo al tema che lei pone – di procedere alle nuove assunzioni, perché, in data non anteriore al 15 novembre 2019 – voglio essere chiara: non si tratta assolutamente di un arretramento del Governo rispetto alla politica di rinnovamento della PA e non ci sarà nessun ritardo, perché tutti sanno che l'iter delle procedure di assunzioni si conclude dopo il primo semestre di ogni anno, perché le amministrazioni devono presentare le loro richieste al dipartimento della funzione pubblica e alla Ragioneria generale e il provvedimento di autorizzazione ad assumere deve essere registrato dalla Corte dei conti. Pertanto, di norma, le amministrazioni procedono al perfezionamento delle assunzioni esattamente nell'ultimo trimestre dell'anno. In ogni caso, questo obbligo non riguarda gli enti di ricerca nazionale, le regioni, le province e gli enti locali, non impedisce di bandire ed espletare nuovi concorsi, non incide sulle procedure già autorizzate alla data di entrata in vigore della disposizione, né su quelle autorizzate successivamente che si riferiscono a facoltà assunzionali anteriori al 2018 e non riguarda assunzioni straordinarie finanziate con la legge di bilancio.
 
Pertanto, fin dal 1° gennaio 2019, le amministrazioni hanno potuto avviare tutte le procedure concorsuali già autorizzate nel 2018 ed effettuare le assunzioni di cui al piano straordinario previsto nella legge di bilancio per il 2019. Il termine del 15 novembre è coerente con la possibilità di utilizzare le graduatorie approvate tra il 1° gennaio 2010 e il 31 dicembre 2013, la cui efficacia è stata prorogata fino al 30 settembre 2019.
 
Per quanto riguarda la “quota 100”, le previsioni della possibilità di andare in pensione soltanto a decorrere dal 1° agosto sono funzionali a garantire che la fuoriuscita degli aventi diritti non incida in alcun modo sulla continuità dei servizi.
 
Per quanto riguarda le carenze del personale medico, queste sono state originate non già dall'entrata in vigore della “quota 100”, bensì dalla scelta operata dai precedenti Governi di imporre agli enti di Servizio sanitario nazionale di contenere, fino all'anno 2020, le spese di personale entro il limite della spesa sostenuta nell'anno 2004, ridotta dell'1,4 per cento.
 
Per concludere, le segnalo che questo problema è stato già affrontato e risolto con una specifica disposizione del decreto-legge “quota 100” che prevede per gli enti del Servizio sanitario di conteggiare, ai fini delle nuove assunzioni, anche le cessazioni effettuate in corso d'anno; con un decreto-legge che verrà approvato prossimamente al Consiglio dei ministri è stato finalmente eliminato l'obbligo di rispettare il tetto di spesa relativo all'anno 2004. Questi sono provvedimenti importanti di questo Governo".
 
Maria Anna Madia (Pd), rispondendo, si è dichiarata non soddisfatta per la risposta. "Noi non siamo soddisfatti o, meglio, potremmo perfino essere parzialmente soddisfatti solo per il fatto che la Ministra Bongiorno, oggi, è qui, per qualche minuto, ad occuparsi di pubblica amministrazione, ma, purtroppo, nel merito non siamo soddisfatti. Vede, Presidente, noi avevamo lasciato una situazione di ritorno alla normalità, con il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, sul fronte economico, e, sul fronte normativo, con lo sblocco delle assunzioni al 100 per cento lasciato dai governi di centrosinistra, questa è la verità, Ministra, la smetta di dire bugie. Le norme per superare il precariato di Stato di persone che erano intrappolate in situazioni di precarietà da anni nell'amministrazione pubblica e i piani dei fabbisogni per fare in modo che le nuove assunzioni fossero mirate alle professionalità che servono a far arrivare servizi ai cittadini, questo, noi lo abbiamo fatto in ragione del fatto che sappiamo, che sapevamo che dal 2018, per i prossimi cinque anni, ci sarebbero stati dei pensionamenti fisiologici nell'amministrazione pubblica, di 450 mila persone.
 
Ora, le nostre scelte sono state chiare, di ritorno alla normalità; a me sembra che l'attuale Governo, invece, abbia molta incertezza sul tema del reclutamento; vedo certezze solo da una parte, con un 'brunettismo 2.0', le impronte digitali anche per i presidi, con un 'ghedinismo 4.0' l'avvocato del capo, a spese della collettività, ma l'unica certezza sul reclutamento è che nella legge di bilancio voi avete bloccato il turnover, le amministrazioni non stanno bandendo concorsi, i precari sono intrappolati in questo blocco, e tutto questo non è certo ininfluente, come ha detto la Ministra qualche mese fa", conclude Madia. 

03 Aprile 2019

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