Schillaci: “Nuovi Lea uguali in tutta Italia. Oltre 1.200 Case di comunità aperte. Liste d’attesa, primi segnali di miglioramento”

Schillaci: “Nuovi Lea uguali in tutta Italia. Oltre 1.200 Case di comunità aperte. Liste d’attesa, primi segnali di miglioramento”

Schillaci: “Nuovi Lea uguali in tutta Italia. Oltre 1.200 Case di comunità aperte. Liste d’attesa, primi segnali di miglioramento”

Il ministro della Salute a UnoMattina su Rai 1: “Dopo nove anni aggiorniamo le prestazioni garantite dal Ssn con nuove cure, esami, screening e protesi. Inaccettabile che la possibilità di curarsi dipenda dal Cap di residenza”. Sulle risorse: “Non conta solo quanto si mette, ma come si spendono i soldi e quali risultati producono sulla salute”. E sulle liste d’attesa: “I primi dati Agenas mostrano un miglioramento, ma il lavoro deve continuare”.

Nuove cure, nuove terapie, prestazioni diagnostiche, screening neonatali e oncologici e nuovi dispositivi protesici. È un pacchetto ampio quello contenuto nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza sul quale il ministro della Salute, Orazio Schillaci, è tornato questa mattina intervenendo a UnoMattina su Rai 1.

“Ci sono continue innovazioni nel mondo della sanità e della ricerca scientifica e vogliamo mettere a disposizione dei cittadini italiani tutto ciò che permette di avere una cura migliore”, ha spiegato il ministro. “In questo pacchetto Lea ci sono tante novità: nuove cure, nuove terapie, nuove prestazioni, nuovi esami diagnostici. Penso, per esempio, agli screening neonatali, agli screening oncologici e ai nuovi presidi protesici. Tutto questo migliorerà la capacità di cura del Servizio sanitario nazionale”.

Schillaci ha ricordato come l’ultimo aggiornamento dei Lea risalga al 2017. “È un tempo incredibile, perché la medicina cambia continuamente. Nel 2017 ci fu un aggiornamento che però non è mai entrato pienamente nella pratica fino a quando, qualche mese fa, abbiamo sbloccato il decreto tariffe. Quello è stato il primo tassello per arrivare oggi ai nuovi Lea”.

Un passaggio centrale riguarda l’uniformità dell’assistenza. “I nuovi Lea saranno uguali su tutto il territorio nazionale e questo è un punto al quale tengo moltissimo”, ha sottolineato il ministro.

Focus sui disturbi alimentari e sulla salute mentale

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai più giovani e, in particolare, ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

“Non bisogna lasciare nessuno indietro, soprattutto i giovani”, ha detto Schillaci. “Abbiamo dato grande attenzione a queste problematiche anche all’interno del Piano nazionale per la salute mentale. Ci sono nuove proposte nei Lea e ci sono sedute di psicoterapia e psicoeducazione”.

L’obiettivo, ha aggiunto, è evitare che “anoressia e bulimia continuino a fare vittime tra i nostri giovani” e garantire le stesse possibilità di cura su tutto il territorio.

“Non può dipendere, come dico sempre, la capacità di offrire salute o di avere delle cure dal Cap di residenza. In una nazione moderna come la nostra, nel 2026, questo è inaccettabile”.

“Collaborazione con le Regioni per garantire le stesse cure ovunque”

Il ministro ha ribadito il ruolo delle Regioni nell’attuazione delle nuove prestazioni.

“È un lavoro che abbiamo fatto con le Regioni e c’è sempre la massima collaborazione da parte del ministero. Queste possibilità devono essere date a tutti i cittadini, indipendentemente da dove risiedono”.

Tutti, secondo Schillaci, “devono poter essere sottoposti agli esami nei tempi adatti e avere accesso alle cure più moderne. È questo che fa veramente la differenza nella percezione del Servizio sanitario nazionale da parte dei cittadini”.

Lea, oltre 150 milioni per le nuove prestazioni

Sul nodo delle coperture finanziarie, e sulle preoccupazioni espresse da alcune Regioni, il ministro ha ricordato che per l’aggiornamento sono previsti oltre 150 milioni di euro.

“Questa è la copertura per i nuovi servizi che offriamo”, ha precisato, richiamando più in generale l’impegno del Governo sulle risorse per il Servizio sanitario nazionale.

“Dal primo giorno che siamo al Governo ci siamo impegnati per avere una sanità più moderna. Le risorse ci sono e stiamo discutendo in questi giorni della legge di bilancio”.

Schillaci ha ricordato anche gli interventi sul personale sanitario attraverso i rinnovi contrattuali, auspicando che si arrivi presto alla chiusura dell’ultimo contratto.

Ma il ministro ha posto l’accento soprattutto sulla qualità della spesa. “Non è solo un problema di quanti soldi, perché i soldi in sanità teoricamente non basterebbero mai. È anche un problema di come investire questi soldi”.

Le risorse stanziate nella legge di bilancio e destinate al Fondo sanitario nazionale, ha aggiunto, “devono tradursi in una migliore salute per i cittadini”. “Vorrei cambiare il paradigma: non solo quanto si mette, ma come si spendono i soldi e qual è l’effetto pratico, tangibile e misurabile sulla salute dei cittadini”.

“Aperte oltre 1.200 Case di comunità”

Schillaci è poi tornato sullo sviluppo dell’assistenza territoriale e sulle Case di comunità.

“Ne sono state aperte più di 1.200 su tutto il territorio nazionale. Abbiamo raggiunto i target previsti dal PNRR e stanno entrando in pieno funzionamento”, ha affermato.

Per il ministro si tratta di “un’altra rivoluzione importante della sanità”, legata alla necessità di rafforzare l’assistenza territoriale e la presa in carico delle persone, soprattutto in un Paese caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione.

“Le Case di comunità devono diventare le case dei cittadini, dove trovare assistenza senza magari doversi recare al pronto soccorso e dove poter essere seguiti anche dopo la dimissione dall’ospedale”.

Un percorso, ha rimarcato Schillaci, “da portare avanti con le Regioni in maniera decisa”.

Liste d’attesa: “Primi dati Agenas indicano un miglioramento”

Altro capitolo centrale resta quello delle liste d’attesa, definite dal ministro “uno dei problemi maggiori della sanità”.

Schillaci ha ricordato che il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. “Sono stato di recente in Europa a confronto con i ministri degli altri Paesi dell’Unione europea e le liste d’attesa sono un problema diffuso dappertutto”.

In Italia, ha ricordato, è stata attivata una piattaforma nazionale gestita da Agenas. E, secondo il ministro, i primi riscontri sarebbero incoraggianti.

“I primi dati di Agenas dimostrano che c’è un miglioramento rispetto al passato, ma è un lavoro che va continuato. Non possiamo pensare di risolverlo da un giorno all’altro”.

Per Schillaci, tuttavia, sarà necessaria “la partecipazione di tutti: Regioni, cittadini e operatori”, perché “le liste d’attesa rappresentano la parte meno bella del Servizio sanitario nazionale”.

“Tecnologia e IA devono migliorare la sanità pubblica, ma senza creare ospedali di serie A e B”

Nel corso dell’intervista si è parlato infine anche dell’utilizzo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale per semplificare i percorsi di accesso ai servizi e ridurre i tempi di attesa.

Schillaci si è detto favorevole all’innovazione, ponendo però una condizione: i benefici devono essere accessibili a tutti.

“Credo che le tecnologie debbano essere utilizzate per migliorare la sanità pubblica”, ha spiegato. “L’unica cosa che ripeto sempre è che qualunque innovazione tecnologica deve portare un beneficio a tutti”.

“Non posso pensare che un domani avremo ospedali di serie A e ospedali di serie B, ospedali dove ci sono determinate tecnologie e grandi apparecchiature e altri che non le hanno. La salute è un bene comune e va preservata”.

07 Ottobre 2026

© Riproduzione riservata

Farmaci. Dall’early access al tetto al payback fino agli innovativi. Il Ministero della Salute studia le contromisure al MFN degli Stati Uniti. Le proposte
Farmaci. Dall’early access al tetto al payback fino agli innovativi. Il Ministero della Salute studia le contromisure al MFN degli Stati Uniti. Le proposte

Evitare un aumento generalizzato dei prezzi dei farmaci, ma allo stesso tempo rendere il mercato italiano più attrattivo per l’industria, riducendo il peso del payback e accelerando l’accesso alle terapie...

Camerae Sanitatis. Intervista a Marina Sereni (Pd): “Senza il personale il Ssn non esiste. Manca un punto di Pil”
Camerae Sanitatis. Intervista a Marina Sereni (Pd): “Senza il personale il Ssn non esiste. Manca un punto di Pil”

Senza personale il Servizio sanitario nazionale non esiste. E senza un punto di Pil in più, quel personale non si trova e non si trattiene. È la linea tracciata da...

Dall’autorizzazione europea alla rimborsabilità AIFA: la proposta Ithaca per l’accesso anticipato
Dall’autorizzazione europea alla rimborsabilità AIFA: la proposta Ithaca per l’accesso anticipato

Una nuova classe C(nn)-R, temporanea e condizionata, per garantire un accesso più rapido e uniforme ai medicinali e alle nuove indicazioni terapeutiche destinate a pazienti con patologie gravi e bisogni...

Manovra. La Salute prepara il conto per il Mef: sul tavolo 6,5 miliardi in più per il 2027. Assunzioni, Lea, farmaci e prevenzione tra le priorità
Manovra. La Salute prepara il conto per il Mef: sul tavolo 6,5 miliardi in più per il 2027. Assunzioni, Lea, farmaci e prevenzione tra le priorità

Una richiesta aggiuntiva nell’ordine di 5,5 miliardi di euro, ai quali si sommerebbe circa 1 miliardo già previsto, per rafforzare il Servizio sanitario nazionale con la prossima legge di Bilancio,...