Specializzazioni mediche. Speranza: “Mio obiettivo è arrivare al punto in cui ad ogni laureato corrisponda una borsa di studio”

Specializzazioni mediche. Speranza: “Mio obiettivo è arrivare al punto in cui ad ogni laureato corrisponda una borsa di studio”

Specializzazioni mediche. Speranza: “Mio obiettivo è arrivare al punto in cui ad ogni laureato corrisponda una borsa di studio”
Il Ministro della Salute ieri ha incontrato davanti al Ministero un gruppo di giovani medici che protestavano per chiedere più borse. “Voglio provare ad accorciare l’imbuto nel più breve tempo possibile”. Sileri: “È giusto e necessario, aumentare ulteriormente i contratti di specializzazione e fare altrettanto con i posti da stabilizzare”

“Negli ultimi 5 mesi abbiamo messo più soldi che negli ultimi 5 anni. Ora sulle borse di specializzazione abbiamo messo 120 mln ma le 4200 borse in più non bastano e voglio provare ad accorciare l’imbuto nel più breve tempo possibile”. Lo ha detto il Ministro della Salute, Roberto Speranza che ieri ha incontrato davanti al Ministero un gruppo di giovani medici che protestavano per chiedere più borse e garanzie per il futuro.
 
“Io – ha detto Speranza – voglio arrivare al punto in cui ad ogni laureato corrisponda una borsa di studio, questo è il mio obiettivo. Io penso che ci si possa arrivare e mi viene da dire: se non ora quando”.
 
 
“È necessario rendere il Servizio sanitario nazionale attrattivo per non far fuggire i medici», ha sottolineato il viceministro Pierpaolo Sileri. “Nell'ascoltare la protesta dei medici specializzandi, sento subito il dovere di restituire loro delle risposte concrete: è giusto e necessario, aumentare ulteriormente i contratti di specializzazione e fare altrettanto con i posti da stabilizzare. Abbiamo già iniziato – ha affermato Sileri in una nota – con un aumento da 3000 borse di specializzazione per i medici, nella passata legge di stabilità: fu una delle piccole grandi battaglie su cui costruimmo la programmazione quali-quantitativa per la sanità del Paese”.

Accanto a questo, infatti, ha aggiunto, “serve aumentare l'attrattività del sistema sanitario nazionale altrimenti formiamo degli specializzandi che poi andranno all'estero: 150mila euro per formare giovani appassionati e con un futuro davanti che andranno a farlo valere in altri Paesi perché l'Italia non è in grado di trattenerli”.

La programmazione quali-quantitativa a cui “stiamo lavorando per riformare l'intero sistema, deve iniziare al momento dell'accesso alla Facoltà di Medicina così che i nostri laureati – ha concluso – possano specializzarsi e restare sul territorio perché non costretti ad emigrare”.

24 Giugno 2020

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