Stabilità. Fucci (CoR): “Politiche sulla salute da rivedere. Ecco gli emendamenti del Gruppo”

Stabilità. Fucci (CoR): “Politiche sulla salute da rivedere. Ecco gli emendamenti del Gruppo”

Stabilità. Fucci (CoR): “Politiche sulla salute da rivedere. Ecco gli emendamenti del Gruppo”
Le politiche del governo sulla sanità sono preoccupanti e la Legge di stabilità riduce le risorse per il fondo sanitario nazionale e non ne libera di nuove per il personale. Per questo i Conservatori e Riformisti hanno presentato una serie di emendamenti: dalle risorse destinate al trattamento accessorio del personale agli indennizzi per i soggetti affetti da talidomide, fino ai dispositivi medici destinati alla terapia domiciliare delle patologie croniche.

Le politiche del governo sulla sanità sono preoccupanti e la Legge di stabilità in discussione alla Camera riduce le risorse per il fondo sanitario nazionale e non ne libera di nuove per il personale. Il provvedimento, infatti, dispone una riduzione del livello complessivo del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, stabilendo – all’articolo 1, comma 325 – il nuovo ammontare complessivo in 111 miliardi di euro per l’anno 2016 (rispetto ai 115,4 miliardi previsti dal Patto della Salute). Questa riduzione è evidente se si pensa che, nel Patto della salute siglato nel 2014 tra Governo e Regioni, le risorse per il 2016 erano stimate in 115,4 miliardi di euro, poi già ridotte una prima volta in base alle stime del Documento di economia e finanza 2015 e dal decreto-legge “enti locali” della scorsa estate.
 
Per questo i Conservatori e Riformisti hanno presentato una serie di emendamenti anche sulle norme della Legge di stabilità in materia di sanità e di politiche sociali. Prioritario è proprio il tema delle risorse sul quale intervengono in primo luogo due emendamenti relativi al comma 128, in base al quale a decorrere dal 2016 si limita l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche. Questa previsione colpisce in particolar modo i medici e dirigenti sanitari dipendenti del Servizio sanitario nazionale, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 sull'obbligo di riaprire la stagione contrattuale nel pubblico impiego; un adempimento che però non sembra possibile rispettare alla luce del comma 128, che mantiene sui livelli del 2010 le risorse destinate al trattamento accessorio della dirigenza medica e sanitaria.
 
Il primo emendamento in materia vuole abrograre una norma ingiusta, mentre il secondo vuole fare chiarezza sul processo di riordino dell’assistenza sanitaria territoriale che ad oggi, in merito al ruolo del personale medico, di fatto esclude i medici specialisti accreditati esterni, contrattualizzati ai sensi degli articoli 8-quater e 8-quinquies del decreto legislativo n. 502/1992). Questa è una contraddizione, visto che lo stesso decreto legislativo n. 502 afferma in un altro punto che le Regioni assicurano i LEA avvalendosi anche dei soggetti accreditati ai sensi dell’articolo 8-quater e che previsioni analoghe sono contenute nell’ultimo Patto della salute.
 
I nostri emendamenti intervengono anche su un tema da tempo all'attenzione del Governo e del Parlamento. Infatti si avvicina il 1° gennaio 2016, data dalla quale – in base al disegno di legge approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato – dovrebbe scattare la nuova disciplina sugli indennizzi per i soggetti affetti da sindrome di talidomide. Il provvedimento parlamentare, però, non potrà concludere in tempo il suo iter. Per questo un emendamento, che richiama anche i contenuti di un ordine del giono presentato in Senato dal collega D’Ambrosio Lettieri, propone al Governo di inserire i contenuti del provvedimento sulla talidomide nella Legge di stabilità, anche alla luce del fatto che le coperture necessarie sono state individuate, alla Camera, in collaborazione con il MEF e con il Ministero della Salute.
 
Un altro emendamento qualificanrte è quello che vuole garantire l’appropriatezza e la continuità terapeutica nell’utilizzo dei dispositivi medici destinati alla terapia domiciliare delle patologie croniche. Si prevede che, nelle gare indette per l’approvvigionamento di questi presidi, venga adottato lo strumento del cosiddetto accordo quadro completo multifornitore (accordo concluso con più operatori economici applicando le condizioni stabilite nell'accordo quadro senza nuovo confronto competitivo). Il criterio di aggiudicazione individuato è quello previsto nella nuova direttiva europea sugli appalti (n. 2014/24/UE) secondo cui “l’elemento relativo al costo può inoltre assumere la forma di un prezzo o costo fisso sulla base del quale gli operatori economici competeranno solo in base a criteri qualitativi”. La determinazione del prezzo è demandata alla Cabina di regia sull’HTA dei dispositivi medici prevista dal Patto per la Salute e istituita con decreto del Ministro della Salute 12 marzo 2015. Obiettivo dell’emendamento è evitare che le gare possano provocare una sostituzione coattiva dei dispositivi utilizzati direttamente dai pazienti per ragioni non di carattere terapeutico; sostituzione che potrebbe minacciare la continuità e l’aderenza terapeutica, generando pregiudizi sia in termini di salute pubblica che di costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Benedetto Fucci
Conservatori e Riformisti
Commissione Affari Sociali della Camera

Benedetto Fucci

02 Dicembre 2015

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