Stabilità. Lorenzin getta la spugna sui finanziamenti: “ Sono 111 mld e ci devono bastare per portare avanti il Patto per la salute”

Stabilità. Lorenzin getta la spugna sui finanziamenti: “ Sono 111 mld e ci devono bastare per portare avanti il Patto per la salute”

Stabilità. Lorenzin getta la spugna sui finanziamenti: “ Sono 111 mld e ci devono bastare per portare avanti il Patto per la salute”
“Ma i risparmi realizzati resteranno dentro il Ssn. E’ un impegno da mantenere tutti insieme, senza tagli lineari ma con una spending interna col bisturi”. E sui medici: “So che il Ssn è ancora in piedi grazie a loro. Esistono problemi oggettivi che dobbiamo superare, tutti insieme”. Così il ministro della Salute in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore oggi in edicola. 

Dallo stanziamento di 111 mld per il Fondo sanitario 2016 ai piani di rientro per gli ospedali-azienda in rosso, fino allo stato di agitazione dei medici. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha fatto il punto della situazione in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore oggi in edicola.
 
Si comincia dai fondi stanzianti per il Fondo sanitario nazionale 2016, quei 111 mld annunciati dal premier Renzi. “Sono le risorse che abbiamo a disposizione”, dice Lorenzin, spiegando come il problema non sia il finanziamento di per sé, ma “come questi soldi verranno impiegati”. “In questa manovra viene stabilito tra l’altro che i risparmi realizzati resteranno dentro il Ssn. E’ stato un successo cruciale. E’ un impegno da mantenere tutti insieme, senza tagli lineari ma con una spending interna col bisturi”. Il ministro ha poi spiegato come questi fondi serviranno a “fare tante cose”, prima fra tutte l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza “dopo 14 anni di attesa, con 840 mln in più”.
 
Passando alle note ‘dolenti’, e più in particolare ai possibili piani di rientro per gli ospedali-aziende in rosso sanciti nella nuova legge di stabilità, Lorenzin spiega come “gli ospedali avranno 3 anni per mettersi in regola, con direttori generali massimamente responsabilizzati, fino alla loro rimozione”. Ma la regola vera, dice il ministro, “ è la qualità, l’assistenza che davvero danno gli ospedali. Quella sarà la cartina di tornasole per gli italiani”.
 
Quanto poi alle sfide future e i nuovi contributi alla finanza pubblica chiesti alle Regioni per il periodo 2017-2019, “dal momento che non è più il Mef a fare la politica sanitaria ma sono le Regioni che la fanno insieme al Ministero della Salute, è indispensabile che questo capitale di fiducia lo spendiamo tutti bene. L’unico modo – ha proseguito – è attuare il Patto per la salute. Se fallisce questo mandato restano solo delle macerie”.
 
Incalzata sull’ipotesi dell’istituzione di un “fondino” per le Regioni virtuose, Lorenzin ammette: “Serve un meccanismo che premi le Regioni virtuose, al quale però possano accedere anche quelle più indietro, se migliorano”.
 
Infine, quanto alle tensioni con i medici: “Ho la massima stima per i medici e per tutti gli operatori sanitari. Ho visto in quali condizioni lavorano. So che in questi anni di crisi è stata tenuta in piedi dal loro sacrificio, che hanno rinunciato ai rinnovi contrattuali, che c’è stato il blocco del turnover, che hanno orari di lavoro pesantissimi, che i giovani non vanno avanti. Ci sono problemi oggettivi di disuguaglianza, frammentarietà, gap tra Nord e Sud del Paese che dobbiamo superare, tutti insieme”. 

21 Ottobre 2015

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