Stabilità. Troise (Anaao): “Tra tagli, ticket e scippi stipendiali per la sanità pubblica campane a morto” 

Stabilità. Troise (Anaao): “Tra tagli, ticket e scippi stipendiali per la sanità pubblica campane a morto” 

Stabilità. Troise (Anaao): “Tra tagli, ticket e scippi stipendiali per la sanità pubblica campane a morto” 
Il segretario del sindacato dei medici dirigenti si scaglia contro la manovra. “Dopo il finanziamento fantasma di contratti e convenzioni, come un Tremonti qualsiasi, il ministro Padoan taglia gli organici”. Manifestazione il 28 novembre “per andare poi allo sciopero generale”.

“Dopo la beffa il danno. Un fondo sanitario inferiore al fabbisogno ed inchiodato a 111 miliardi almeno per 3 anni, vicino al 6,5% del PIL che costituisce – commenta così la Legge di Stabilità il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise – la soglia critica per mantenere i nostri ottimi indicatori di salute, la più bassa tra i paesi OCSE, meno della Grecia, accompagna un accanimento contro i Medici ed i dirigenti sanitari dipendenti del SSN che credevamo finito”.
 
“Dopo il finanziamento fantasma di contratti e convenzioni – evidenzia – , come un Tremonti qualsiasi, il ministro Padoan taglia gli organici, mettendo a rischio la sicurezza delle cure ed il futuro di quegli specializzandi cui pure ha aumentato il finanziamento, congela i fondi contrattuali scippando alcune voci e tagliandone altre, blocca il turnover, alla faccia dell’occupazione giovanile, costringe le regioni ad aumentare tasse locali e ticket”.
 
“La manovra – precisa – si scarica, tanto per cambiare verso, sui soliti noti, dipendenti e cittadini. Che dopo aver finanziato con le tasse la sanità pagheranno ancora, a fronte di servizi insufficienti fino a scegliere se impoverirsi o negarsi le cure, come inascoltato ha certificato il CENSIS. Mentre i Medici continuano a fare da bancomat, cui il governo sottrae ora competenze ora pezzi di retribuzione, con un messaggio devastante che pone al di fuori del servizio sanitario ogni possibilità di progressione economica o di carriera, alla faccia del merito e della funzione sociale del loro lavoro”.
 
“La continua restrizione del perimetro delle tutele pubbliche e la progressiva decapitalizazione del valore e del ruolo di chi viene ostinatamente considerato come il problema della sostenibilità del sistema sanitario, alla pari della famosa siringa, rappresentano ulteriori motivazioni per manifestare il 28 novembre e per andare allo sciopero generale per il diritto alla salute e per i diritti del lavoro – conclude – . Forse c'è ancora spazio per evitare che il segno più dell'Italia che riparte sia per la sanità una croce”.

23 Ottobre 2015

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