Tabacco riscaldato. “Auspicabili studi indipendenti. Ad oggi non abbiamo informazioni circa gli effetti di un suo uso prolungato”

Tabacco riscaldato. “Auspicabili studi indipendenti. Ad oggi non abbiamo informazioni circa gli effetti di un suo uso prolungato”

Tabacco riscaldato. “Auspicabili studi indipendenti. Ad oggi non abbiamo informazioni circa gli effetti di un suo uso prolungato”
"Le aziende produttrici ne sostengono l'uso in un'ottica di riduzione del danno. Allo stato attuale delle conoscenze tale approccio non può essere adottato quale strategia di salute pubblica, che mira invece alla disassuefazione dal fumo e dall'utilizzo di prodotti del tabacco o contenenti nicotina". Così la sottosegretaria alla Salute Zampa rispondendo all'interrogazione sul tema di Cecconi (Misto).

"Le aziende produttrici sostengono l'uso dei prodotti a tabacco riscaldato, come alternativa alle sigarette tradizionali, in un'ottica di riduzione del danno. Allo stato attuale delle conoscenze tale approccio non può essere adottato quale strategia di salute pubblica, che mira invece alla disassuefazione dal fumo e dall'utilizzo di prodotti del tabacco o contenenti nicotina. Sarebbe, pertanto, auspicabile poter disporre di studi indipendenti, pur tenendo conto che non è possibile ad oggi avere informazioni circa gli effetti di un uso prolungato a lungo termine di tali prodotti, data la relativamente recente introduzione degli stessi sul mercato, come sottolineato anche dal citato rapporto dell'Iss".
 
Così la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, rispondendo all'interrogazione sul tema presentata da Andrea Cecconi (Misto).
 
Riportiamo di seguito la risposta integrale della sottosegretaria Zampa.
 
"Il consumo di prodotti del tabacco (da fumo e non da fumo) è tuttora nel nostro Paese la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile.
La prevenzione e la cura del tabagismo sono obiettivi prioritari da perseguire attraverso interventi normativi, attività di educazione e promozione della salute, sviluppo di metodologie e farmaci per favorirne la cessazione e per ottenere una progressiva diminuzione dei consumi, la riduzione della prevalenza dei consumatori e la conseguente riduzione delle gravissime patologie correlate.
 
Sebbene nel tempo il calo dei fumatori sia quasi raddoppiato – passando da una diminuzione di circa lo 0,7 per cento annuo tra il 1993 e il 2003 all'1,3 per cento annuo tra il 2003 e il 2019 – occorre segnalare la rapidissima crescita delle vendite dei prodotti a tabacco riscaldato («Heat non Burn») che, introdotti nel mercato a fine 2014, hanno costantemente raddoppiato le vendite ogni trimestre e nel 2019 sono diventati il terzo prodotto più consumato in Italia, arrivando a rappresentare oltre il 4 per cento del mercato.
 
La comparsa sul mercato dei prodotti a tabacco riscaldato come alternativa alle sigarette tradizionali, è motivo di preoccupazione per la salute pubblica.
Al riguardo si ricorda che, in base alla normativa vigente (decreto legislativo n. 6/2016; decreto interministeriale 7 agosto 2017) nel corso del 2018 è stata espletata la procedura prevista per l'esame della istanza della «Philip Morris International s.r.l.» (PMI), presentata il 17 aprile 2018, per la valutazione della documentazione relativa al sistema di riscaldamento del tabacco «THS 2.2».
Il Dossier fornito da PMI e i relativi Allegati (per un totale di oltre 8.300 pagine) sono stati consegnati dal Ministero della salute all'istituto Superiore di Sanità (ISS) che ha valutato le evidenze fornite da PMI sul prodotto IQOS/THS 2.2.
 
Dagli studi di preclinica l'ISS evince che «l'esposizione a fumo da sigaretta tradizionale e ad aerosol da THS2.2 comporta l'induzione di effetti tossici di varia natura e anche se in molti casi l'entità dell'effetto è maggiore per la sigaretta tradizionale, questa conclusione non è generalizzabile. Particolare attenzione dovrebbe essere data al fatto che il livello di nicotina inalata attraverso aerosol da THS2.2 è maggiore a parità di dose esterna».
 
Il rapporto di valutazione conclude che:
1) non sia possibile, allo stato attuale e sulla base della documentazione fornita dal proponente, riconoscere la riduzione delle sostanze tossiche del prodotto in esame rispetto ai prodotti da combustione, a parità di condizioni di utilizzo;
2) i dati scientifici presentati dal proponente non permettono di stabilire il potenziale di riduzione del rischio del prodotto in esame rispetto ai prodotti da combustione a parità di condizioni di utilizzo, sia per quello che riguarda l'impatto nei fumatori relativamente alla riduzione della mortalità e morbilità fumo correlate, sia per quanto riguarda l'impatto nei non fumatori e negli ex-fumatori relativamente alla capacità del prodotto in esame di indurre al consumo di prodotti contenenti nicotina.
 
Nonostante le conclusioni dell'ISS sul prodotto in esame, le aziende produttrici ne sostengono l'uso in un'ottica di «riduzione del danno».
Allo stato attuale delle conoscenze tale approccio non può essere adottato quale strategia di salute pubblica, che mira invece alla disassuefazione dal fumo e dall'utilizzo di prodotti del tabacco o contenenti nicotina.
Sarebbe, pertanto, auspicabile poter disporre di studi indipendenti, pur tenendo conto che non è possibile ad oggi avere informazioni circa gli effetti di un uso prolungato a lungo termine di tali prodotti, data la relativamente recente introduzione degli stessi sul mercato, come sottolineato anche dal citato rapporto dell'ISS".
 
Giorgio Silli (Misto), replicando, nel prendere atto che, "ferma restando la nocività già riconosciuta nel breve periodo per quanto riguarda i prodotti a base di tabacco riscaldato, non è possibile attualmente un'analisi di lungo periodo a causa della troppo recente introduzione sul mercato di tali tipologie di prodotto", esprime soddisfazione per le informazioni ricevute, riservandosi di approfondirne la portata. Rileva, in ogni caso, che "appare inopportuna la previsione di un regime fiscale agevolato per tali prodotti". 

18 Giugno 2020

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