Terra dei Fuochi. Dal Ministero le indicazioni agli agricoltori vogliono commercializzare i loro prodotti

Terra dei Fuochi. Dal Ministero le indicazioni agli agricoltori vogliono commercializzare i loro prodotti

Terra dei Fuochi. Dal Ministero le indicazioni agli agricoltori vogliono commercializzare i loro prodotti
Al seguito del divieto di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli coltivati nelle aree più a rischio, il ministero ha inviato alla Regione Campania e alle associazioni di agricoltori una nota informativa sul rilascio dei nulla osta che, dopo le verifiche favorevoli dell'Autorità, consentirebbero di riprendere la commercializzazione dei prodotti.

Il Ministero della salute ha trasmesso una nota informativa alla Regione Campania e alle Associazioni di categoria contenente le indicazioni operative per l’attuazione del decreto interministeriale 11 marzo 2014  (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31/03/2014), con il quale è stato disposto il divieto di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli coltivati nelle aree della Campania classificate a più elevato rischio.

Tra le altre cose, la nota precisa che “il divieto non si applica solo se le specifiche colture al momento presenti sui terreni sono già state oggetto di controlli ufficiali per la  presenza di contaminanti ambientali con esito favorevole nell'arco degli dodici mesi precedenti oppure se, a seguito dei controlli ufficiali eseguiti dall’Azienda sanitaria locale competente, su richiesta dell’agricoltore, i prodotti agricoli coltivati in tali aree risulteranno conformi alla normativa in materia di contaminanti”.

Allo scopo di fornire agli agricoltori campani uno strumento di ausilio per un più rapido espletamento della procedura di liberalizzazione dei proprio prodotti, il Ministero ha quidi predisposto i modelli per la presentazione delle istanze di  rilascio del nulla osta da parte dell’Autorità competente.

Il Ministero della Salute, inoltre, ha richiesto ai laboratori ufficiali che eseguiranno i controlli di procedere con la massima priorità all’analisi dei campioni prelevati nelle zone a rischio, al fine di consentire, in caso di esito favorevole, l’immediata commercializzazione dei prodotti.

02 Aprile 2014

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