Vaccini obbligatori. Per esperti ministero mancano dati per decidere se togliere obbligo a morbillo, parotite, rosolia e varicella: “Anagrafe nazionale non funziona ancora. Rischioso decidere senza informazioni complete”

Vaccini obbligatori. Per esperti ministero mancano dati per decidere se togliere obbligo a morbillo, parotite, rosolia e varicella: “Anagrafe nazionale non funziona ancora. Rischioso decidere senza informazioni complete”

Vaccini obbligatori. Per esperti ministero mancano dati per decidere se togliere obbligo a morbillo, parotite, rosolia e varicella: “Anagrafe nazionale non funziona ancora. Rischioso decidere senza informazioni complete”
Dal prossimo 7 agosto la Legge Lorenzin consente al Ministero della Salute, sentite Regioni, Iss, Css, Aifa e Parlamento di poter togliere l’obbligatorietà per 4 vaccinazioni (morbillo, rosolia, parotite e varicella) sulle 10 obbligatorie. Per l’esavalente invece la norma non consente di togliere l’obbligo. La palla ora sta a Lungotevere Ripa, ma il Gruppo tecnico consultivo sulle vaccinazioni del Ministero frena: “In assenza di informazioni più accurate, ogni esercizio valutativo risulterebbe incompleto, esponendo il decisore politico al rischio di assumere determinazioni imperfette o intempestive”. IL DOCUMENTO

Morbillo, rosolia, parotite e varicella una o più vaccinazioni contro queste malattie potrebbe essere resa non più obbligatoria. A prevedere la possibilità è la stessa Legge 119/2017 che ha introdotto l’obbligo per 10 vaccinazioni. Si avvicina infatti il termine del 7 agosto 2020, data che segna i 3 anni dall’entrata in vigore della Legge.
 
La norma prevede che “sulla base della verifica dei dati epidemiologici, delle eventuali reazioni avverse segnalate in attuazione delle vigenti disposizioni di legge e delle coperture vaccinali raggiunte nonché degli eventuali eventi avversi segnalati in attuazione delle vigenti disposizioni di legge, effettuata dalla Commissione per il monitoraggio dell'attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, istituita con decreto del Ministro della salute 19 gennaio 2017, il Ministro della salute, con decreto da adottare  decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e successivamente con cadenza triennale, sentiti il Consiglio superiore di sanità, l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), l'Istituto superiore di sanità e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, può disporre la cessazione dell'obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni (morbillo, rosolia, parotite e varicella). In caso di mancata presentazione alle Camere degli schemi di decreto, il Ministro della salute trasmette alle Camere una relazione recante le motivazioni della mancata presentazione nonché i dati epidemiologici e quelli sulle coperture vaccinali”.
 
Per quanto riguarda invece l’esavalente la legge non prevede invece nessuna possibilità di eliminare l’obbligo.
 
La palla dunque è ora al Ministero della Salute anche se da una raccomandazione ad hoc curata dal Nitag (National Immunization Technical Advisory Group), che Qs ha potuto visionare, il quadro è tale per cui il “percorso di attuazione della legge, sebbene avanzato e messo in opera in tutte le Regioni, appare ancora non completato”.
 
Infatti, secondo i componenti del Nucleo strategico del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni istituito due anni fa dall’allora Ministro Giulia Grillo, “non risulta ancora pienamente funzionante l’anagrafe nazionale vaccini” e non sono ancora disponibili i dati sulle coperture relative al 2019 e ai primi mesi del 2020.
 
Per questo motivo il Nitag suggerisce come “in assenza di informazioni più accurate, ogni esercizio valutativo risulterebbe incompleto, esponendo il decisore politico al rischio di assumere determinazioni imperfette o intempestive”.
In sostanza, ad oggi con le informazioni che abbiamo sarebbe quantomeno rischioso decidere di iniziare un percorso di eliminazione dell’obbligo.
 
E in questo senso il Nucleo Strategico del Nitag raccomanda:
 che venga avviato e rapidamente portato a compimento un iter valutativo in grado di esaminare tutte le dimensioni e tutte le conseguenze prodotte dall’applicazione della legge;
–  che venga accelerato il processo di implementazione dell’anagrafe nazionale vaccini, identificando e superando i fattori che ancora ostacolano il suo funzionamento;
 che vengano messi a punto modelli per le modalità di scambio con il sistema scolastico nazionale delle informazioni necessarie per la frequenza scolastica, consentendo che l’integrazione dei sistemi informativi avvenga anche a livello locale;
 che venga finalmente approvato il Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita adeguandolo alle caratteristiche della situazione epidemiologica in atto, riservando e garantendo le risorse necessarie alla sua piena attuazione e realizzazione, impegnando i tanti soggetti istituzionali che concorrono alle azioni previste dal piano.

“La valutazione dev’essere approfondita – afferma il presidente del Nitag, Vittorio Demicheli – per cui allo stato attuale eviterei di riaccendere discussioni e polemiche non fondate su informazioni oggettive e su chiare evidenze scientifiche. In assenza di dati completi e attendibili non è possibile una discussione corretta sulla reale attuazione della legge”. 
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

21 Luglio 2020

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