Aisi chiede l’intervento del Governo: “La revoca dei ristori Covid in E-R rischia di danneggiare il sistema integrato pubblico-privato. Servono regole nazionali”
“Non è accettabile che a distanza di anni dal pieno dell’emergenza pandemica, alcune Regioni tentino di disconoscere impegni istituzionali formalizzati con le strutture sanitarie private accreditate, aprendo a richieste di rimborso che mettono a rischio centinaia di imprese, posti di lavoro e la sostenibilità del sistema integrato”. È quanto dichiara Karin Saccomanno, presidente nazionale di AISI (Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti), che commenta in una nota la comunicazione della Regione Emilia-Romagna relativa alla revoca in autotutela della delibera del novembre 2024, che regolava le procedure per gli indennizzi e ristori Covid.
Per Giovanni Onesti, direttore generale di Aisi, “non si tratta solo di un contenzioso tra amministrazione e fornitori: qui è in gioco la tenuta dell’intero sistema misto pubblico-privato, che ha garantito continuità assistenziale durante l’emergenza. Le strutture coinvolte hanno onorato gli accordi e rinunciato alla cassa integrazione, restando operative al servizio dei cittadini. Chiedere la restituzione dei ristori erogati è un atto che rischia di demolire la fiducia reciproca tra enti pubblici e partner accreditati”.
Aisi chiede al Governo di intervenire con urgenza per chiarire la cornice giuridica nazionale e per impedire che ogni Regione adotti decisioni autonome in totale disallineamento rispetto alle altre. “Non possiamo assistere a una sanità con 21 modelli diversi, ognuno con le proprie regole, tempi e interpretazioni – dichiara Fabio Vivaldi, segretario generale AISI –. Serve una direttiva nazionale che tuteli la collaborazione tra pubblico e privato e impedisca atti unilaterali che compromettono investimenti e programmazione”.
Nel frattempo Aisi spiega di stare monitorando con attenzione anche la situazione nel Lazio, “dove l’associazione ha raccolto alcune preoccupazioni relative alla gestione dei fondi straordinari post-Covid. Al momento non sono emersi elementi ufficiali critici”, ma si chiede “l’apertura di un confronto istituzionale tempestivo con la Regione per garantire la continuità e la coerenza dei rapporti tra pubblico e privato”.
L’Associazione ribadisce l’importanza delle imprese sanitarie indipendenti, “che durante il Covid hanno contribuito in modo determinante alla resilienza del sistema sanitario italiano”. Molte Regioni, come Lombardia e Piemonte, hanno già concluso l’iter di riconoscimento dei ristori in modo chiaro e stabile, dando certezza agli operatori. “Serve una linea nazionale condivisa, serve proteggere la credibilità degli accordi pubblici e valorizzare chi ha lavorato in silenzio nei momenti più difficili – conclude Saccomanno –. Le nostre imprese non chiedono privilegi, ma rispetto per gli impegni presi e una governance sanitaria più equa e prevedibile”.
25 Luglio 2025
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Italiani all'estero extra Ue. Via libera definitivo del Senato alla tessera sanitaria con contributo di 2.000 euro. Il provvedimento ora è legge

Medici di famiglia. Della Riforma rimane ben poco. Dopo lo stop al decreto resta l’ipotesi di una norma sulle 6 ore nelle Case della comunità. Bertolaso, in polemica, lascia da vice della Commissione Salute

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Riforma medicina generale. Schillaci: “Su case della comunità troveremo quadra. È rivoluzione dalla quale non possiamo tirarci indietro”

Oms Europa: entro il 2030 mancherà quasi un milione di operatori sanitari. E i piccoli Paesi lanciano il piano per non arrivare impreparati

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Aviaria H5N1. Primo caso di trasmissione da gatto domestico a uomo. Lo studio dei Cdc: "Veterinario asintomatico, ma con anticorpi"

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Hantavirus. L'Oms aggiorna i dati: 11 casi totali e tre decessi. Due nuovi contagi confermati in Francia e Spagna. Il rischio globale resta basso

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”